Berlusconi e Marchionne: disprezzo per le regole democratiche. Il Piano Gelli. Ma la Cgil c'è
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Editoriale di Alessandro Cardulli da aprileonline.info 12 giu 2010 - Come il vecchio Manuale delle Giovani Marmotte, fumetti di Disney, serie Paperopoli, in cui si insegna tutto quanto è necessario sapere, dalla costruzione di ponti e barche fino alle condizioni di sopravvivenza in situazioni avverse, da noi si sta scrivendo il manuale, serie Berluscopoli, su come si costruisce un regime autoritario. leggi tutto
La lettura è riservata ai soci del club "cricca", politica, economica, truffaldina. Esemplari i percorsi indicati dalla tristemente famosa Loggia massonica segreta, Propaganda Due, meglio nota come P2. Gli obiettivi eversivi delineati dal capo spirituale, si fa per dire, il venerabile maestro Licio Gelli, in quello che chiamò il Piano di Rinascita, per più di trenta anni hanno pesato sulla storia del nostro paese, sono stati una minaccia sempre presente per la democrazia. Ora si vogliono pienamente realizzare.
Come la P2. Punti di attacco: giustizia, tv,ordine pubblico
Intervistato nel 2003 per Repubblica da Conchita De Gregorio diceva: "Ho una vecchiaia serena. Tutte le mattine parlo con le voci della mia coscienza, ed è un dialogo che mi quieta. Guardo il Paese, leggo i giornali e penso: ecco qua che tutto si realizza poco a poco, pezzo a pezzo. Forse sì, dovrei avere i diritti d'autore. La giustizia, la tv, l'ordine pubblico. Ho scritto tutto trent'anni fa". Gelli, di mestiere,guarda caso, faceva l'imprenditore Gli aderenti alla Loggia poco più di novecento: imprenditori, militari, politici magistrati, giornalisti. Fra questi Silvio Berlusconi, Fabrizio Cicchitto, attuale capogruppo del Pdl alla Camera, allora socialisti, altri bei nomi che facciamo a meno di citare per il disgusto che ci suscitano.. Gelli chiosava la presenza di aderenti alla P2 alla guida del paese: " Se le radici sono buone la pianta germoglia. Ma questo è un fatto che non ha più niente a che vedere con me". Insomma, io ho dato la linea ci pensino loro a realizzarla. Oggi c'è una accelerazione. In particolare si sono messi a fuoco i nemici da colpire.
Parlamento e sindacato nel mirino
Per realizzare un regime autoritario in piena regola, il fascismo del ventunesimo secolo in un paese industrializzato, due sono i punti di attacco: il Parlamento e il Sindacato. Esautorate le Istituzioni e addomesticata la rappresentanza dei lavoratori la strada si fa in discesa. Facile diventa ridurre ad un ruolo del tutto secondario i partiti di opposizione. Si lascia loro il giocattolo nelle mani, ma niente più. Compiuti questi passi sulle orme di Gelli, diventa si può colpire l'autonomia e l'indipendenza della Magistratura, si tenta di utilizzare la pubblicazione dei mezzi di informazione non come strumenti di conoscenza per i cittadini, di controllo e di critica del potere. Al contrario il ruolo deve essere quello della propaganda e della disinformazione. Il fascismo anni 2000 non elimina le libertà, i diritti dei cittadini, dei lavoratori, li svuota.
La Fiat come i padroni delle Ferriere
Questi giorni infuocati ci segnalano un quadro pericoloso per il futuro dell'Italia.Berlusconi, con ogni mezzo, vuole eliminare tutto ciò che nella Costituzione è da lui ritenuto un intralcio al suo potere assoluto. In piena sintonia l' amministratore delegato della Fiat,Sergio Marchionne, sferra un attacco come mai era stato fatto alle regole di leggi e contratto che tutelano i diritti dei lavoratori. Il segretario generale della Fiom ,Maurizio Landini, che da pochi giorni ha preso il posto di Gianni Rinaldini, così sintetizza il diktat del manager indicato come il portabandiera della modernità: " Se vuoi lavoro, non devi scioperare e non devi ammalarti". Se non accetti niente investimenti. Non solo: Marchionne attende anche l'esito del referendum per decidere se è sufficiente la firma separata di Cisl, Uil e Ugl. Dice in sostanza ai lavoratori: se volete mantenere i diritti previsti dai contratti e dalle legge tutti a casa. Ancora, ormai senza freni, mostra tutta la sua arroganza e il suo disprezzo per i lavoratori: " In una situazione in cui si da lavoro risulta paradossale anche dover convincere per farlo". Stile vecchi padroni delle Ferriere,il volto peggiore del capitalismo in crisi. Gridano di gioia gli uomini di governo, Sacconi in testa. Il ministro parla di " svolta storica nelle relazioni industriali". Vero, tanto che annuncia la presentazione della legge sulla libertà per le imprese. Tradotto: lo smantellamento dell'articolo 41 della Costituzione. Al tempo stesso prepara la legge per limitare i diritti dei lavoratori, a partire dalla eliminazione dell'articolo 18 dello Statuto. Al coro dei ministri ovviamente partecipa la Marcegaglia in un connubio corporativo che punta a colpire, emarginare, isolare l'intera Cgil e, in particolare la Fiom in relazione al " caso Pomigliano". Fa da supporto il segretario generale della Cisl che pare diventato un ministro ombra del governo Berlusconi.
Dal Pincio, un serpentone di folla e bandiere
Isolare la Cgil, tentativo pesante, un vulnus alla democrazia. Ma mentre questi squallidi personaggi inondavano le agenzie di stampa di dichiarazioni contro Cgil e Fiom dalle scale del Pincio scendevano decine di migliaia di lavoratori, dipendenti pubblici, dai ministeriali agli insegnanti, ai ricercatori, ai precari, ai pensionati i più colpiti dalla manovra del governo. Band. Con loro lavoratori di tutte le categorie dei settori privati, dai metalmeccanici agli edili, ai cassa integrati della fabbriche che chiudono. Tante bandiere rosse dei sindacati di categoria, striscioni e cartelli di tutti i colori, palloncini che volano in cielo: uno scenario emozionante che racconta di una forza in campo, la Cgil, garanzia di democrazia, di difesa di quell'articolo 1 della Costituzione che, ripeteremo all'infinito, dice che l'Itali è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. Non su Berlusconi e Marchionne.
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Ultimo aggiornamento (Lunedì 14 Giugno 2010 09:49)







