Berlusconi. Delira contro la democrazia, ma con voce "sensuale"
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di Alessandro Cardulli da Dazebao.org 8 giu 2010 - "Lo spot per promuovere il turismo è quasi pronto. L'ho visto insieme alla Brambilla, ci sono il mio volto e la mia voce. Ho detto a Michela di togliere il volto e di lasciare la voce, è inconfondibile e abbastanza sensuale".
Davvero impagabile il presidente del Consiglio che parla all'assemblea degli albergatori e usa la voce "sensuale" per dare sfogo ai suoi peggiori istinti.
Un delirio di onnipotenza, uno sfregio, una lacerazione, una ferita che può avere effetti devastanti per la democrazia. leggi tutto
Si presenta come una vittima, uno che ha le mani legate, un capo di governo senza poteri. Decidono tutto, dice, il Capo dello Stato, i magistrati, Magistratura democratica e il suo bersaglio preferito: la Corte Costituzionale. Non ho alcun potere, il "popolo sovrano" che mi ha eletto non conta niente, lui vive giornalmente un calvario, deve passare sempre sotto le forche caudine. Ma poco prima, nella riunione della presidenza del Pdl , con tutti i cortigiani schierati e striscianti aveva dettato la sua legge.
Ancora più stretto il bavaglio all'informazione
In quell'organismo, un organo di partito, è stato deciso un attacco come forse mai nessun governo di destra aveva osato fare, a due libertà che sono il cardine di una società democratica: quella dell'informazione e quella dei magistrati di avere le migliori condizioni per svolgere indagini,combattere la criminalità organizzata. Due libertà che Berlusconi ritiene ostacoli da eliminare, giornalisti e magistrati da imbavagliare, da mettere in condizione di non poter contrastare il regime autoritario che è nel suo dna. Ha dato ordine che la legge sulle intercettazioni non deve subire alcun miglioramento. Anzi, marcia indietro anche su qualche timido miglioramento che, per altro, non ne alterava la vocazione liberticida.
Fini abbassa le penne e china la schiena
La presidenza del Pdl ha approvato il testo che viene così blindato. "Non va più cambiato" intima Berlusconi ai suoi parlamentari trasformati in cortigiani di poco prezzo.
Dal Senato si andrà alla Camera e guai a chi osa intervenire. Fini abbassa le penne, fa buon viso a cattivo gioco, piega il capo, china la schiena, prende per buono il fatto che in questa fantomatica riunione del Pdl lo stesso Berlusconi dice di essersi astenuto perché il testo non corrisponde a quanto lui voleva. Il presidente della Camera cerca di far passare per una vittoria quella che per lui è una sconfitta cocente, che vale per l'oggi e per il domani.
Forsennato attacco alla magistratura
E' un gran giorno per Berlusconi, che si immedesima nelle vesti di un dittatore da operetta sì, ma che fa danni gravissimi. Addirittura nel suo forsennato attacco alla magistratura intima alla Protezione civile di non presentarsi più in Abruzzo, terra molto frequentata dalla cricca, finché sarà in piedi l'accusa di omicidio colposo. Se ci va un membro di questa organizzazione deve non farsi riconoscere perché "qualcuno con la mente fragile rischia che gli spari in testa". L'accusa ai magistrati di istigazione a delinquere, un incitamento ad uccidere, ancora non gli era uscita dalla bocca. Nella giornata campale non poteva mancare la Rai, un colpo durissimo assestato dal capo di Mediaset: quasi quasi, dice, non firmo il contratto di servizio. Poi il solito Bonaiuti smentisce: era solo una battuta.
"Sensuale" anche il balletto di Hynkel (Hitler)
Santoro che resta, Garimberti che lo sostiene, lo ha fatto andare in bestia. Il sogno berlusconiano è di trasferire a Mediaset il ruolo di servizio pubblico. Se la prende anche con la Marcegaglia che è in prima fila ad ascoltarlo. "Mi ha chiesto tante cose – dice – le ho proposto 'Ecco, vieni tu a farle'", ma dopo il rifiuto, Berlusconi avverte: "Adesso attenti, perché non si può solo criticare chi è al governo in mezzo alle difficoltà". Arriva quasi ad accomunare Emma la confindustriale agli odiati magistrati. Tutto con voce "sensuale", così come sensuale era quel balletto di Hynkel (Hitler) con il mappamondo, immortalato da Charlie Chaplin nel "Grande Dittatore".{jcomments on}
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Ultimo aggiornamento (Mercoledì 09 Giugno 2010 10:58)







