Dal Molin. Prove generali di repressione contro chi protesta
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Una prova generale in vista del G8? Lo hanno scritto alcuni organi di stampa e lo ha detto il telegiornale-pilota della Rai, diretto dall'uomo di fiducia di Berlusconi, annunciando la manifestazione di Vicenza, il “ No Dal Molin”. Ed hanno evocato l'immagine di no global, che proprio da Vicenza, darebbero il via alle contestazioni con una prova di forza e magari di violenza, per poi proseguire per tutte le giornate della riunione aquilana dei capi di governo. di Alessandro Cardulli da Dazebao.itAnche testate insospettabili come Repubblica.it ci sono cadute dimenticando che chi da mesi e mesi organizza la protesta, manifesta, rappresenta, in modo inequivocabile migliaia di persone che abitano questa città e che la vogliono libera da pesanti servitù militare. Bisognava invece mettere le mani avanti, parlare dei no global, prevedere sfracelli, criminalizzare preventivamente tutti coloro che oseranno far sentire la loro voce ai capi dei governi che si riuniranno all'Aquila. Insomma, se qualcuno rovinerà la “ festa” di Berlusconi, tutti dovranno sapere che si tratta di estremisti, violenti, magari comunisti. Non è un caso che la Rai metteva in sintonia G8 e Dal Molin e suonava la gran cassa dando inizio ad un gigantesco spot berlusconiano che ci accompagnerà per tutte le giornate del G8. Però una prova generale c'è stata e non può che destare grande preoccupazione e allarme.
A Vicenza infatti non si è lasciato niente di intentato per intimidire i partecipanti, per disperdere la manifestazione, per colpire, anche in modo violento, chi vuole pacificamente protestare contro l'ampliamento della base Usa. Qualcuno ha dato l'ordine di reprimere la manifestazione, di bloccare il corteo che era stato precedentemente autorizzato, ha blindato la città. Non crediamo che sia tutta farina del suo sacco, di chi, localmente, è chiamato a garantire l'ordine pubblico di cui fa parte e anche la garanzia di svolgimento di manifestazioni pacifiche, tanto più quando sono autorizzate. Invece questo non è accaduto. Era stato concordato che carabinieri e polizia sarebbero stati all'interno dell'area del Dal Molin, invece sono stati mandati a bloccare il corteo, cercando il contatto con i manifestanti, provocando migliaia e migliaia di donne e uomini, E non solo verbalmente ma con lacrimogeni e manganelli. Al solito le “ fonti ufficiali” parlano di scontri fra forze dell'ordine e manifestanti. Si distingue il Tg 1 con un servizio al limite della vergogna, forse oltre il limite visto anche il titolo che, così come già aveva annunciato in una precedente edizione, richiamava i no global.
Ma la realtà è che chi ha diretto le operazioni ha volutamente cercato il “contatto” fra polizia e pacifici manifestanti, una provocazione, una trappola in cui i cittadini di Vicenza non sono caduti. Del resto che si stava montando una gigantesca provocazione era visibile: la città era stata blindata anche con l'invio di battaglioni “ specializzati” in operazioni di repressione. Poliziotti e camionette sbarravano la strada che il corteo avrebbe dovuto percorrere. Solo la decisione delle donne e degli uomini che lottano per la “ indipendenza” di Vicenza, niente di leghista sia ben chiaro, ma il diritto di una città a vivere libera da basi militari ha avuto la meglio su chi ha fatto di tutto per far saltare i nervi di migliaia di persone. Il corteo è proseguito in un clima di tensione. Ma quel “ No Dal Molin, yes we can” si è fatto strada ancora una volta e giungerà fino ai capi dei governi che arriveranno all'Aquila, in primo luogo al presidente Usa, quell'Obama che più volte richiama i valori della libertà, dei diritti delle persone, porta in primo piano la difesa dell'ambiente, l'ecologia, la salvaguardia dei territori. Questo vogliono i vicentini. Eviti di ascoltare in proposito Berlusconi e la sua corte, giornalisti compresi. Le sue “ fonti” italiane sono bene informate. Dall'Aquila lanci un segnale di pace, risponda a quel “ yes we can” che anche oggi è stato più forte di qualsiasi provocazione, intimidazione, azione repressiva. {jcomments on}
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Ultimo aggiornamento (Domenica 05 Luglio 2009 13:09)






