Cronache e commenti

Messaggi trasversali incrociati

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Vita Politica - Cronache e Commenti

Abbiamo superato un fine settimana all'insegna delle trame, presunte, evocate in rapida successione dal presidente del Consiglio in carica all'assemblea di Confindustria sabato in Liguria e da un ex premier, Massimo D'Alema, alla trasmissione "In mezz'ora" di Lucia Annunziata, ieri. Berlusconi ha messo in fila le quattro tematiche che lo hanno "azzoppato" in campagna elettorale, proprio nel momento di massima popolarità personale: le veline candidate, il caso Noemi, lo scandalo Mills e i voli di stato.
Mentre maggioranza e opposizione si scontrano sulle dichiarazioni di D'Alema al programma "In mezz'ora" di Lucia Annunziata e la Procura di Roma respinge la richiesta di sequestro del presunto archivio di Antonello Zappadu, nel Pd prendono quota le manovre congressuali. L'unico candidato ufficiale è Bersani, ma Franceschini aspetta i ballottaggi prima di lanciare la sfida. Con lui scende in campo Veltroni, che annuncia un'iniziativa a Roma per il prossimo due luglio
C'è di che pensare!
Il Popolo della libertà ha perso due punti rispetto all'anno scorso ed è mancato pure il boom di preferenze che il premier si aspettava. Da qui le accuse del presidente del Consiglio, il riferimento a una trama invisibile che ha lo scopo di disarcionarlo per sostituirlo, parole sue, con un non eletto. Berlusconi è da tempo ossessionato, in particolare, dalla figura del governatore della Banca d'Italia Mario Draghi. Vede in lui tutti i crismi del personaggio di riferimento di un "ribaltone", sul modello di quello che quindici anni fa lo sostituì con Lamberto Dini.
D'Alema, forse prendendo spunto semplicemente dal nervosismo del premier o - dicono quelli che agitano la tesi del complotto - ispirato da ulteriori elementi, si è spinto dalla Annunziata ad affermazioni pesanti. Secondo l'ex ministro degli Esteri il premier "è ormai un leader dimezzato", nel centrodestra "c'e' un malessere evidente" e a comandare è "la guardia pretoriana che è Bossi". "Nel governo ci saranno scosse. L'opposizione sia pronta e responsabile". D'Alema ha precisato che le suddette scosse sono da intendersi interne alla maggioranza, scatenate appunto dalle ossessioni complottarde di Berlusconi. I suoi sono partiti lancia in resta per difenderlo da tutto e da tutti. Chi tocca i fili muore!
"Prepariamoci a nuovi veleni" avverte il portavoce del Pdl Daniele Capezzone. "Vedremo in giro altre fotografie, si tenteranno altre carte giudiziarie per costringere il governo - dice - a dedicare l'80% del suo tempo a difendersi dal fango". Il capogruppo alla Camera del Pdl, Fabrizio Cicchitto ritiene che lo scenario delineato dal senatore a vita Francesco Cossiga, secondo cui il governatore di Bankitalia Mario Draghi sarebbe l'uomo prescelto dal "parito del complotto" per sostituire Berlusconi a Palazzo Chigi, sia sbagliato anche se condivisibile.
"La campagna effettivamente distruttiva - dice Cicchitto - è orchestrata da un'entità esterna: il superpartito di Repubblica", e D'Alema è "l'ultimo in ordine di tempo a essere salito sul carro del superpartito di Repubblica". Francesco Rutelli non vede "scosse" ma "solo crisi di abbondanza" nella maggioranza che si chiamano Lega Nord e Lombardo in Sicilia. Il ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli ritiene che il centrosinistra "non è all'altezza" di ordire un complotto. Il ministro per l'Attuazione del programma, Gianfranco Rotondi, non ha dubbi: "il governo andrà avanti altri quattro anni con Berlusconi e torneremo a vincere, con Berlusconi ovviamente". Insomma "nessuna fine da Prima Repubblica". L'opposizione deve essere pronta in caso di scosse nel governo? "D'Alema è una vita che si tiene pronto" ironizza Antonio Di Pietro che aggiunge "un complotto c'è: è quello di Berlusconi e dei suoi amici piduisti contro lo Stato di diritto". Maurizio Gasparri, capogruppo Pdl al Senato, ricorda che contro Berlusconi "c'è un attacco che dura da 15 anni ma non ha mai vanificato il responso democratico degli elettori".
Ancora più ardito è il ministro dell'Interno Roberto Maroni, che collega quanto dichiarato da D'Alema ai vagiti di rinascita del brigatismo rosso: "Questa cosa detta da D'Alema, che è uno che dice le cose non perché gli passano per la testa in quel momento ma perché di solito almeno ha dei fondamenti, messa assieme, messa vicino a ciò che abbiamo scoperto in questi giorni cioé la ripresa di attività eversive vere e proprie con l'arresto di cinque brigatisti che stavano per ricostituire la colonna romana delle Br.. questi accenni a scosse, ecco, non vorrei che le cose fossero collegate o collegabili".
L'Annunziata chiarisce comunque che a suo avviso D'Alema non sa di preciso cosa potrebbe accadere, e nemmeno lei. Però, in un'intervista al "Corriere della Sera, la giornalista ipotizza: "Io sospetto l'arrivo di altri scandali, di altre foto spiacevoli. Temo storie torbide e credo che l'immagine internazionale di Berlusconi, già complicata nei rapporti con l'amministrazione Obama, possa risultare ulteriormente complicata". A proposito delle foto, la Procura di Roma ha respinto l'esposto del legale del premier, Niccolò Ghedini, che chiedeva di sequestrare tutto l'archivio (pare che contenga 5000 scatti sulla vita privata di Berlusconi) di Antonello Zappadu. Il fascicolo sarà trasmesso a Tempo Pausania. Le foto non sono state trovate e i pm non ritengono di doverle cercare ancora, non c'è l'urgenza. Gli atti sui voli di stato dovrebbero andare invece al tribunale dei ministri, forse già domani.
Fornisce un'interpretazione alle parole di D'Alema anche l'ex presidente democratico della Camera, Luciano Violante, che ritiene che il Pdl sia andato male perché "normalmente, un partito di stringe attorno al proprio leader quando teme l'avversario, mentre tende ad assumere posizioni più autonome al proprio interno quando si sente certo della vittoria". Violante conclude: "Credo che D'Alema si riferisse all'elevata preoccupazione del premier in tal senso".

In ogni caso penso che l'uscita di D'Alema non sia dissimile da quella di Berlusconi all'Assemblea della Confindistria. Linguaggi cifrati da "lotte di Palazzo". Se qualcuno vuole farci comprendere è bene che parli chiaro perchè tutti possano farsi una propria valutazione di ciò che accade. Berlusconi è un danno per tutto il Paese e soprattutto per i disagiati e per i deboli che sono la maggioranza in Italia, ma va combattutto con la consapevolezza di tutti i cittadini. Fino ad ora è stato il Presidente del Consiglio il più bravo ad orientare gli elettori. Non saranno i messaggi trasversali di D'Alema a rovesciare la situazione senza una informazione chiara e convincente da fare nel Paese oltre le Tv. Fatti, avvenimenti, protagonisti devono avere date, nomi e cognomi.

Il Pd, quindi, deve fare i conti prima di tutti con sé stesso e dell'incapacità di drenare i voti dal Pdl e rappresentare un'alternativa credibile agli occhi di una parte dell'elettorato. In questo senso, e ignorando completamente la richiesta del segretario Dario Franceschini che aveva chiesto una tregua della battaglia interna fino ai ballottaggi delle amministrative, sono in pieno corso le manovre in vista del congresso autunnale. Pierluigi Bersani si è già candidato da tempo, e godrà dell'appoggio di D'Alema e, se avrà il coraggio di eliminare la parola "socialdemocrazia" dal programma, di Enrico Letta. Ci sarà anche Franceschini, anche se attende i ballottaggi per l'ufficializzazione. Il segretario vuole fare riferimento al popolo delle primarie, e proprio oggi, forse non tanto casualmente, il predecessore Walter Veltroni ha annunciato per il 2 luglio un'iniziativa a Roma, al teatro Capranica, all'insegna del ritorno dello spirito del Lingotto.
Nell'appello pubblicato su Facebook Veltroni parla della necessità di un ritorno al "riformismo, alla modernità, non il ritorno ad antiche e inesistenti certezze". Con lui ci saranno, tra gli altri, Francesca Barracciu, Sergio Chiamparino, Paolo Gentiloni, Pietro Ichino, Andrea Martella, David Sassoli, Aldo Schiavone, Debora Serracchiani, che in molti vorrebbero come prossima vice di Franceschini.
Veltroni annuncia un appoggio esplicito a Franceschini, forse per rispetto della tempistica chiesta dall'interessato. Ma è eloquente il passaggio in cui Veltroni scrive che "ho voluto assicurare a Dario Franceschini, al suo sforzo intelligente, un sostegno leale e sincero. Per me è stato e sarà sempre così". Franceschini gode anche dell'appoggio di Piero Fassino e dei suoi.
Lo scontro autunnale sarà dunque, presumibilmente, l'ennesima edizione del match Veltroni - D'Alema, visto che entrambi si sono già attivati per sostenere i principali competitor, Franceschini e Bersani. Da definire la rosa degli altri candidati. Ci dovrebbero essere Ignazio Marino e Paola Binetti, mentre i cosiddetti "quarantenni" del partito, che sempre il prossimo due luglio si divideranno in due incontri a Roma e Torino, sono alla ricerca di un candidato. Il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti ha declinato l'offerta proveniente dal primo gruppo, capitanato da Andrea Orlando e Maurizio Martina. {jcomments on}

Ultimo aggiornamento (Lunedì 07 Dicembre 2009 18:54)

 

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