Festa dell'alternativa e voglia di unità
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Roma, in Piazza del Popolo 200mila per democrazia, legalità, lavoro e diritti. Prove di coalizione contro Berlusconi. Bersani vede la vittoria alle regionali, Di Pietro: "Insieme per andare al governo". E Vendola dice: "Oggi rinasce il nostro cantiere"
Piazza del Popolo comincia a riempirsi intorno alle 14, ma l'ansia di "piazza piena dura" fino alle 14,30. Poi si può tirare un spspiro di sollievo. Ci siamo. Sabato 13 marzo, si ricompatta il centrosinistra.
Superata la paura dello 'spettro' dell'Unione, almeno per un giorno, il centrosinistra si ritrova in piazza per mostrare che l'alternativa a Berlusconi e alla destra c'è ed è possibile. Le kermesse elettorale nata su impulso della protesta al decreto salvaliste si trasforma in una prova generale per una nuova coalizione, la "festa dell'alternativa" così la definisce Pier Luigi Bersani. Ci sono tutti i leader, e non solo, da quello del Pd a Bertinotti, Di Pietro, Franceschini, Diliberto, Vendola, Bonelli, Veltroni, D'Alema, Bonino, Finocchiaro e pure Pierluigi Castagnetti, a dispetto della annunciata defezione dei popolari. Sotto il palco anche il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani. C'è l'entusiasmo del popolo viola ma anche tante bandiere di partito, quelle del Pd, dell'Idv, della sinistra. Gli organizzatori parlano di 200mila persone in piazza (e la piazza è piena, anche se 200milapersone non c'entrerebbero mai). Si comincia con la musica, poi arriva la politica.
I protagonisti, sono stati i manifestanti.
Arrivati con pullman e treni da molte città di Italia, giovani e anziani hanno offerto una mobilitazione con molti dialetti diversi. Tanti anche i cori e gli slogan, riferiti soprattutto ai fatti di questi giorni: "Tg1 senza pudore", diceva lo striscione dedicato a Minzolini. E ancora "Fermiamo il ritorno al nucleare", "Berlusconi giù le mani dalla Costituzione".
La manifestazione riuscita a piazza del Popolo consacra la linea, e la leadership, di Bersani e ricostruisce l'unità del centrosinistra. Con una novità: questavolta c'è più umiltà (ne parlerà esplicitamente Il leader dell'italia dei Valori) e gli interventi politici non superano i cinque minuti ciascuno. A Riccardo Nencini tocca il primo intervento, il segretario dei socialisti è l'unico che parla di Napolitano, per difenderlo. In piazza uno striscione recita: "Repubblica vendesi: rivolgersi a Napoletano" ma Antonio Di Pietro si dissocia subito e dal palco garantisce: "State sereni, da oggi in poi Idv parlerà solo di Berlusconi". Il Pd tira un sospiro di sollievo, come auspicava la piazza è serena, tranquilla, la polemica e i fischi sono solo per il governo e per il premier. "Oggi l'opposizione è più forte in Italia e si vedrà alle regionali". '"Lunità delle forze dell'opposizione è molto importante quando si tratta di valori fondamentali come la democrazia e lavoro sono commenti frequenti nella piazza.
La candidata nel Lazio, Emma Bonino, scalda la piazza e chiede a "cittadini e cittadine" di lavorare insieme in questi ultimi giorni di campagna elettorale: "Dal voto delle regionali può partire una riscossa democratica e civile del Paese" perciò "vi chiedo di essere tutti militanti, ogni giorno si può fare qualcosa, sentitevi candidati presidenti, io sono con voi". La leader Radicale cita i suoi compagni "assenti oggi" perché non gli è stato consentito di presentare le liste per colpa "dell'illegalità del sistema" ma si dice "grata ed emozionata" di essere la candidata di tutto il centrosinistra.
L'altro leader-candidato a salire sul palco è Nichi Vendola, governatore uscente della Puglia, anche per lui c'è molto entusiasmo quando ammette le colpe del centrosinistra e lancia un appello per il futuro: "Il centrosinistra oggi ha ritrovato il colloquio al suo interno e quello con il suo popolo che aveva smarrito da tanto tempo. Dobbiamo tornare ad essere credibili, oggi ricomincia il cantiere dell'alternativa".
Di alternativa da costruire parla anche Di Pietro con il suo consueto linguaggio diretto: "La matematica non è un'opinione, per vincere le elezioni dobbiamo essere uniti", dice rivolto al popolo della piazza ma anche ai leader dei partiti della coalizione: "Dobbiamo essere uniti per liberare il paese dal fascismo di ritorno". Il leader di Idv attacca con fermezza il "Berlusconi Nerone che ride mentre l'Italia brucia", rilancia l'accusa di piduismo verso il premier e invoca una "reazione" dura e "umile" delle forze di opposizione contro la "deriva democratica e neofascista" del centrodestra. Tra l'altro, perfettamente in linea con la 'svolta di governo' impressa al suo partito all'ultimo congresso, Di Pietro non si limita a denunciare le scelte 'anti-democratiche' e 'fasciste' della maggioranza e di Berlusconi, ma insiste sulla richiesta di responsabilità e unità al centrosinistra.
Chiude Bersani con un'esortazione: "Berlusconi è al tramonto, andiamo a vincere". Il leader del Pd attacca Berlusconi che "fa tutto, perfino il capo del Tg, fuorchè il suo mestiere di capo del governo" e poi "distribuisce pillole di propaganda, tutte chiacchiere, parla di miracoli ma allora perché non porta via le maceria dall'Aquila?", in realtà, accusa Bersani il governo sta trascurando i problemi degli italiani per occuparsi dei suoi interessi: "Un governo la cui agenda è in mano a un uomo solo che zittisce le forze sociali e l'informazione" grazie anche ad una legge elettorale con la quale la maggioranza deve rispondere al governo e non viceversa, ecco perché la prossima battaglia, preannuncia il segretario del Pd, deve essere quella per cambiare la legge elettorale. Intanto però ci sono le regionali, "vinciamo lista o non lista" assicura liquidando la polemica sulle liste del Pdl nel Lazio. {jcomments on}
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Ultimo aggiornamento (Domenica 14 Marzo 2010 10:15)







