Domenica 13: la grande giornata delle donne
| Vita Politica - Iniziative |
fonte, rassegna.it - Un milione di persone nelle piazze italiane. Donne di tutte le età mobilitate contro gli scandali di Arcore. Camusso: "Voglio un paese con una sola morale". Lo slogan più bello a Bari: "Né coccodè, né co.co.pro". Vendola: colpo mortale al berlusconismo. "Da qui, da questa piazza non si torna indietro. Il prossimo appuntamento è per l'otto marzo e poi insieme ci impegniamo a costruire gli Stati Generali delle donne italiane". Video
Con queste parole, tra gli applausi, Francesca Izzo ha chiuso la manifestazione romana che ha riempito Piazza del Popolo e le vie attigue in una misura che le stesse promotrici non potevano immaginare.
"Se non ora quando?", con questo slogan le donne italiane lanciano la mobilitazione proprio mentre Berlusconi viene coinvolto nell'inchiesta della procura di Milano, dove lo sfruttamento della donna riveste un ruolo principale.
Angela Finocchiaro, l'attrice chiamata a condurre la grande kermesse femminile in piazza del Popolo a Roma, facendo la somma di tutte le iniziative in Italia e in molte città del mondo ha annunciato: "Siamo più di un milione in tutto il mondo".
Nella piazza romana si sono mescolate rabbia e ironia, donne di più generazioni, e anche molti uomini. La fantasia si è come al solito scatenata attingendo a piene mani dall'attualità. Così, ad esempio, c'è chi lega il caso Ruby alla rivolta in Egitto inalberando un cartello con scritto 'Silvio, riporta la nipote da Mubarak', mentre in un altro si legge 'Io sono la nipote di... mio zio'.
"Donne senza paura", come ha rimarcato Susanna Camusso nel suo intervento dal palco romano. "Vorrei un paese con una sola morale – ha detto il segretario generale della Cgil -, perché la doppia morale offende e nasconde la nostra dignità di donne". "Nessuno di noi – esorta Camusso - deve abbassare lo sguardo, perché il futuro è nostro e dovranno capirlo".
A Milano oltre 60.000 persone sono scese in piazza. L'annuncio è stato dato dal palco, mentre la gente cominciava a ballare sulle note di 'Voglio uno scandalo' di Gianna Nannini. Poi, su invito della presentatrice Teresa Mannino, tutti hanno sventolato le sciarpe bianche simbolo della manifestazione di Milano.
A Palermo ventimila persone, secondo le stime della Cgil, hanno partecipato questa mattina in piazza alla manifestazione che si è svolta con un corteo da piazza Croci a piazza Massimo, con esibizioni di artisti e momenti di dibattito. La Cgil, che ha aderito alla manifestazione, era presente senza il proprio simbolo ma con diversi striscioni e lenzuoli dipinti a mano con lo slogan "Berlusconi, noi ti abbiamo già dimesso". Militanti del sindacato avevano indosso una maglietta gialla con la scritta "Sono donna e dico basta".
Altissima l'adesione anche alla manifestazione di Bologna. Tanto che gli organizzatori hanno dovuto allungare il percorso del corteo, che ha deviato e ha raggiunto e invaso piazza Maggiore. Il serpentone, composto da diverse migliaia di persone (6.000 per le forze dell'ordine, 20.000 per gli organizzatori), era partito da piazza XX Serttembre, nei pressi della stazione
A Torino, invece, secondo gli organizzatori sono scese in piazza Vittorio circa 50 mila persone. In molti hanno portato ombrelli: non per ripararsi dalla pioggia ma "per ripararsi dal fango che viene gettato sulle donne".
Diecimila partecipanti in piazza Libertà a Bari. Un corteo alla fine ha raggiunto piazza del Ferrarese dove simbolicamente le donne si sono staccate di dosso delle etichette con i prezzi. "Né coccodè, né co.co.pro", questo uno dei cartelli esposti.
Uno slogan per sedici piazze ha attraversato la Sardegna da Nord a Sud: Se non ora quando ha unito uomini donne, senza bandiere, migliaia fianco a fianco nella mobilitazione per la dignità e l'orgoglio femminile. Che poi si è trasformata in una battaglia trasversale, mossa da una sola convinzione: "Un'altra Italia è possibile, perché noi donne, oggi, lo abbiamo deciso", ha detto Luisa Sassu, della Cgil di Cagliari, nell'intervento che ha aperto l'iniziativa nel capoluogo, a ridosso del porto di via Roma. Alle manifestazioni organizzate dai comitati spontanei nati nelle ultime due settimane ha aderito il sindacato ovunque, da Gavoi a Tempio sino a Sassari e Cagliari, e poi Nuoro, Olbia, Oristano e Carbonia. Dalle dieci di questa mattina una folla inattesa dagli stessi promotori, ha riempito la piazza cagliaritana. Una piazza silenziosa e composta, attenta alle parole pronunciate dal palco, dove si sono alternati gli interventi programmati degli artisti, gli attori Rita Atzeri e Elio Turno Arthemalle, la cantante Clara Murtas, ad altre testimonianze, nate lì sul momento. C'erano le giovani donne, che rivendicano una società basata sul merito, senza scorciatoie e compromessi. C'erano le donne delle grandi lotte degli anni Sessanta e Settanta che in piazza ci sono già andate ma non è bastato, perché le pari opportunità in Italia sono ancora solo una dichiarazione d'intenti. Soprattutto, sotto l'unica bandiera rosa che campeggiava sul palco, c'erano i padri e i mariti, gli uomini che non si riconoscono in certi modelli e vogliono condividere questa battaglia con le donne: contro lo svilimento del ruolo femminile e il degrado della politica e dei suoi meccanismi di selezione.
"Se questa cosa qui dovesse proseguire, si creerebbe qualcosa di grande, genuino e travolgente". Lo ha affermato la presidente della commissione Giustizia della Camera e parlamentare di Futuro e libertà Giulia Bongiorno, dal palco della manifestazione a Roma.
"Oggi credo che sia un colpo mortale per il berlusconismo". Così Nichi Vendola, leader di Sel. "E' una giornata speciale. Nelle piazze di tutta Italia ci sono centinaia di migliaia di donne, ma anche tanti, tanti uomini che rifiutano di obbedire a un comando culturale e politico in cui il rapporto tra uomini e donne è un rapporto gerarchico. Un codice maschilista in cui le donne sono ornamento, preda dell'attivita' venatoria di un genere maschile malato di onnipotenza".
"A Milano ho assistito a qualcosa di straordinario. Tanta gente da non riuscire nemmeno a vedere il palco. Un'esigenza di dignità e un desiderio di serenità. Non solo donne, ma tante famiglie e uomini che chiedevano semplicemente un'Italia migliore e più pulita". Lo afferma in una nota l'ex presidente del Consiglio Romano Prodi. "Credo proprio - aggiunge - che le donne abbiano dato un grande segnale al risveglio dell'Italia".
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Ultimo aggiornamento (Lunedì 14 Febbraio 2011 19:00)






