La manifestazione del 13 contro la distruzione della sanità pubblica laziale
| Vita Politica - Iniziative |
Mercoledì 13 ottobre, una manifestazione identica si terrà a Roma, presso la sede del Consiglio regionale del Lazio. Nel pomeriggio tutti i sindaci, con la fascia tricolore, si recheranno a Palazzo Chigi, sede del Governo. Gli autobus partiranno alle ore 7 da Piazzale Europa. In questo particolare ed importante momento è necessario e decisivo mobilitarsi e partecipare. Lamentarsi non serve. La Consulta delle Associazioni invita, pertanto, i cittadini e le associazioni ad essere presenti. leggi tutto
Le polemiche intorno al piano di rientro presentata dalla Regione Lazio non accennano a placarsi. Anzi. Domani mobilitazione generale nella valle Aniene per difendere l'ospedale di Subiaco. I sindaci saranno di nuovo in tanti a manifestare sotto la sede della Regione . Intanto il presidente Polverini ha comunicato di aver iniziato a contattare i sindaci che venerdì scorso sono stati protagonisti di un'altra accesa dimostrazione di protesta, ma ha lamentato che molti di loro nel week end erano irraggiungibili ed ha così polemizzato: «Abbiamo iniziato a chiamarli di sabato e di domenica, ma alcuni avevano i cellulari staccati, mentre noi eravamo qui a lavorare». Oggi è arrivato anche l'appello della Cimo-Asmd della Regione Lazio: «Bisogna passare dalla teoria ai fatti e correggere subito il piano sanitario del Lazio». Il sindacato chiede di confrontarsi il prima possibile con le parti sociali per risolvere i problemi più urgenti e passare ad azioni concrete. «Non bastano le buone intenzioni e un indirizzo accettabile di governo. È necessario eliminare dal piano sanitario gli ospedali di distretto che sono l'equivalente dei presidi territoriali di prossimità istituiti dagli ex governatori Piero Marrazzo ed Esterino Montino, strutture che sarebbero più inutili e costose dei piccolissimi ospedali da chiudere». Per il sindacato, «ai cittadini del Lazio servono ospedali veri e omogeneamente distribuiti sul territorio. Si devono potenziare le aree carenti di posti-letto e dare risposte valide alle tre comunità montane della regione. Se la Polverini vuole seriamente risanare la sanità - conclude la Cimo - si sbrighi ad assumere il controllo diretto di tutte le aziende sanitarie della regione che, inspiegabilmente, sta lasciando ancora nelle mani degli uomini del governo precedente». Le pulci al piano di rientro poi le fa con puntigliosa precisione la Fials Confsal che che non ha mai smesso di stare col fiato sul collo del governatore laziale: «Lo sa il commissario ad acta per la sanità, Renata Polverini, quando si sarebbe risparmiato con i tagli dei posti letto, gli accorpamenti dei reparti e la chiusura degli ospedali così come l'ha predisposti lei stessa? Si sarebbe risparmiato negli anni '80. Quando la sanità veniva retribuita a ricoveri e posti letto e certe strutture sanitarie pur di fare cassa ricoveravano pure negli sgabuzzini. Oggi, e da un bel pò di anni a questa parte, le prestazioni sanitarie vengono retribuite a 'drg' che si basa sul calcolo del costo standard di produzione. Ossia, secondo un indice di misurazione prestabilito che non cambia se la prestazione viene eseguita in day hospital, in regime di ricovero o ambulatorialmente. Per cui su questa base i tagli eseguiti a casaccio dal piano di riorganizzazione ospedaliera produrranno un risparmio pari a zero. L'unica ripercussione disagevole è sempre per il paziente che dopo un'operazione in day surgery si ritroverà a dover andare a casa attaccato a un drenaggio o un catetere». Poi lancia un invito al governatore : «Partecipi al convegno 'Sanità nel Lazio: una occasione mancata?' lunedì prossimo a palazzo Marini. Magari prendendo spunto dai nostri suggerimenti si renderà conto che il piano va subito rettificato».
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Ultimo aggiornamento (Lunedì 11 Ottobre 2010 19:13)






