"Noi, contro la legge-bavaglio" cronaca delle proteste

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Vita Politica - Iniziative

bavaglio_ferocefonte notizie repubblica.it 1 lug 2010 - In Piazza Navona la manifestazione principale per dire "no alla legge bavaglio". Testimonianze e interventi di giornalisti e personaggi dello spettacolo. "Sul palco chi non si è fermato davanti alla censura". Al via a Roma la grande manifestazione nazionale per dire 'no' alla legge sulle intercettazioni. In piazza, contro la legge bavaglio, la Fnsi (che ha confermato lo sciopero per il 9 luglio), il Popolo viola, Cgil, Arci, Articolo 21, Libertà e giustizia, Valigia Blu, Agende Rosse, Libertà è partecipazione.

ROMA - Giornalisti, associazioni e società civile, ma anche addetti ai lavori, come i rappresentanti dei sindacati di polizia, che intervengono dal palco per ribadire che le nuove norme sono un ostacolo alle indagini.
Migliaia di manifestanti si sono radunati, imbavagliata e con un post-it giallo, simbolo della campagna contro il provvedimento. La manifestazione si è aperta con l'inno di Mameli, quindi la giornalista Tiziana Ferrario, che conduce la manifestazione, ha letto l'articolo 21 della Costituzione sulla libertà di stampa. I primi ad intervenire sono stati proprio i giornalisti, sul palco hanno parlato Andrea Purgatori e Franco Siddi, segretario della Fnsi.
Politici in piazza. Tra la folla in piazza Navona Enrico Letta, Walter Veltroni con le due figlie e la moglie, Piero Fassino, Anna Finocchiaro, Antonio di Pietro, Paolo Cento.
Siddi: "Il circuito dell'informazione non deve essere interrotto". Veemente l'intervento del segretario della Fnsi, Franco Siddi: "La libertà è soprattutto conoscenza - ha detto -. La Fnsi si opporrà con tutte le sue forze, oggi con la piazza e domani ricordando sui giornali, con articoli e servizi, i pericoli che stiamo correndo. Da parte nostra non ci fermeremo e siamo pronti, se il provvedimento fosse varato, a rivolgerci alla Corte Ue per i diritti dell'Uomo che certamente ci darebbe ragione''. Una legge che tutela chi, nell'informazione vede un pericolo, ha aggiunto: "Se non ci fosse stata la casta da tutelare, la maggioranza non avrebbe mai fatto questa legge".
Fondamentale il ruolo della stampa. " Con questa legge liberticida non si tratta di limitare solo una parte di indagine. Ci sono indagini in cui il ruolo della stampa è fondamentale" ha detto Andrea Purgatori, salito sul palco. "I magistrati si difendono benissimo da soli - ha aggiunto il giornalista a una domanda della Ferrario sul lavoro della magistratura-. Ci troviamo a combattere la stessa battaglia da sponde diverse, la battaglia per la verità". Purgatori ha ricordato, poi, i tantissimi giornalisti precari "che non hanno le spalle coperte" e che, comunque, continuano a fare informazione soprattutto al Sud.
Fiorella Mannoia: "Una legge che non va votata". "Ai parlamentari di tutti gli schieramenti, dall'opposizione ai finiani, alla Lega, perché se rimane un po' di coscienza civile non facciano approvare questa legge vergognosa". La cantante Fiorella Mannoia interviene a sostegno della manifestazione organizzata dalla Fnsi e dal palco lancia un appello affiché il ddl non vada avanti.
La telefonata di Dario Fo: "Ignoriamo Berlusconi". Con un collegamento telefonico, anche Dario Fo è intervenuto alla manifestazione. "Quello che state facendo è una cosa grande che mortifica e umilia l'uomo contro cui lo fate, umilia Silvio Berlusconi. Lui si trova in una condizione difficile, in certe giornate è nella disperazione. Si sente solo e isolato. Cercate di non esagerare. Liberi sì, ma non troppo. Infondo è un essere umano e come tale va trattato. Sta perdendo colpi. Cerchiamo di essere solidali con lui. Sta perdendo forza, sosteggno...evitiamo di insultarlo...anzi meglio, ignoriamolo".
Legge brutta e pericolosa. "È una legge brutta e pericolosa quella che si vuole far passare". Così il presidente dell'Fnsi, Roberto Natale, ha definito la legge sulle intercettazioni che limita il diritto a essere informati. Natale ha elencato alcuni degli interventi in programma e ha annunciato l'intervento della mamma di Federico Aldrovandi, il ragazzo morto a Ferrara dopo il pestaggio subito da alcuni agenti di polizia.
C'è Patrizia D'Addario, contestata. Bionda, in tailleur nero molto sobrio, con sottobraccio il suo libro 'Gradisca presidente' Patrizia D'Addario è arrivata a piazza Navona ed è stata subito circondata da fotografi, telecamere e giornalisti: "Io sono per la libertà di stampa, perché questo ddl non abbia un seguito, e lo dico sulla mia pelle. Con questa legge - ha proseguito - non avrei potuto rispondere l'anno scorso al giudice e non a caso un emendamento del ddl si chiama D'Addario. Per questo è giusto stare qui, per la libertà di stampa e perché se ci fosse questa legge voi sareste in carcere - ha detto rivolgendosi ai cronisti - e la verità non sarebbe mai venuta fuori".
Ma la partecipazione della D'Addario non è stata gradita dagli organizzatori. La ex escort è stata duramente contestata da Benedetta Buccellato, dell'Associazione Teatro Italiano, che si è presentata come una degli organizzatori della giornata: "Mi sembra eccessivo che una escort sia venuta qui nel retropalco a farsi la sua conferenza stampa". Parole poi confermate da Roberto Natale che, informato della protesta della Buccellato ha chiosato: "Hanno fatto bene, la D'Addario non è per nulla gradita qui da noi".
Le testimonianze. Tra le testimonianze che si alterneranno nella manifestazione, quella di Claudio Giardullo che prenderà la parola a nome dei sindacati di polizia e quella della sorella di Stefano Cucchi, il giovane morto a Roma dopo un pestaggio subito in concomitanza con l'arresto.
Le altre manifestazioni.
Altre iniziative a favore della libertà di stampa sono state organizzate a Milano, Padova, Torino, Trieste, Latina, Parma, Londra e Parigi, e in decine di altre città come racconta qui di seguito Marco Pasqua da repubblica.it - Una mobilitazione costante, dal basso, che ha visto scendere in campo un numero crescente di cittadini, anche al di fuori di associazioni e partiti, nel segno del web. La parola d'ordine è sempre è la stessa, per tutti: "no alla legge bavaglio". Declinata nelle forme di sit-in, flash mob, letture, spettacoli, e anche cene a base di lasagne tricolori. Punto di partenza sono spesso i blog e, soprattutto, Facebook, che, nella sua sezione dedicata agli eventi raccoglie le segnalazioni provenienti da tutta Italia. Proteste accomunate spesso da strisce di stoffa e dai post-it, con i quali i manifestanti si chiudono simbolicamente la bocca, a simboleggiare le intenzioni di questo ddl sulle intercettazioni. Impossibile un calcolo esatto di tutte le proteste organizzate dal popolo anti legge-bavaglio, anche in vista della grande manifestazione di oggi in piazza Navona.
Queste le venti iniziative, recenti e future, selezionate tra quelle organizzate a livello locale.
Jacopo Fo, sul suo blog, ha rilanciato un appuntamento tutto incentrato su una metafora gastronomica: il 19 giugno, alle 20, a Gubbio, è stato organizzato, presso la "Libera università di Alcatraz", un evento a base di lasagne bianche rosse e verdi "contro la legge salvacriminali". "Se gli italiani non si ingozzassero di fast-food, coloranti e conservanti forse non tollererebbero un governo avariato. Per questo vogliamo organizzare una serie di cene patriottiche e sublimi: dare nuova forza al substrato sensoriale del buon senso, celebrare la vita e il progresso, il bello e il buono contro l'umiliazione della legalita'. Il buon cibo apre la mente", si legge sul blog dello scrittore e attore.
Giornalisti, sindacalisti ed esponenti dei Giovani Democratici si sono ritrovati, il 24 giugno, a Sorrento, per un evento ampiamente condiviso sulle bacheche di Facebook. Durante la manifestazione, oltre agli interventi "ufficiali", è stato lasciato uno spazio libero per gli interventi di chiunque volesse dare il proprio contributo alla manifestazione. Al termine dell'incontro, sono stati letti gli articoli della Costituzione "per riaffermare con forza i valori e i diritti di cui si richiede la tutela". I manifestanti hanno indossato bavagli e post-it.
In Piemonte, è stata organizzata in poche ore, una veglia funebre rumorosa, promossa dal Popolo Viola. Un'improvvisata manifestazione pacifica e rumorosa, che ha sfilato per le vie del centro di Torino per celebrare, lo scorso 12 giugno, il "lutto definitivo per la democrazia e la libera informazione nel nostro Paese, e per informare cittadini all'oscuro dell'avvento definitivo della dittatura in Italia".
A Vico Equense, invece, è approdato, dal 25 giugno, lo spettacolo: "In Galera! Gli articoli che potremmo non leggere più". Attori professionisti leggono stralci di intercettazioni, da quelli della "cricca" ai "furbetti del quartierino". Intervengono giornalisti, che si inseriscono di volta in volta per spiegare al pubblico azioni e risultati del lavoro di polizia, carabinieri e di tutte le forze dell'ordine.
L'associazione nazionale magistrati ha, da parte sua, inviato un documento, lo scorso 19 giugno, durante un sit-in a Nuoro: dietro a questa manifestazione, cui ha anche aderito l'Anpi, un comitato spontaneo autocostituitosi per protestare contro la legge bavaglio. Il giorno precedente, nella stessa città, il reading "per la libertà contro la legge bavaglio", con la lettura del recital "I canti per la libertà". Si è mobilitato anche il popolo della notte, mettendo "il bavaglio al divertimento per non metterlo all'informazione".
Sul fronte creativo, uomini e donne si sono lasciati ritrarre con il post-it da due cittadini, Daniele Franceschi e Roberto Olivadoti, che hanno lanciato l'idea e organizzato un'apposita sessione fotografica allo Scalo San Donato di Bologna. Il risultato sono delle foto, che saranno anche utilizzate per una performance artistica . E il progetto, con ogni probabilità, sarà esportato in altre città italiane. Lo scopo sarà sempre lo stesso: "risvegliare le coscienze durante la febbre del sabato sera".
A partire dal 7 giugno, a Monterotondo (Roma), lo stesso sindaco, Mauro Alessandri, ha promosso un "presidio democratico", attraverso il quale i cittadini hanno potuto firmare contro questa ipotesi di legge. Una protesta che è arrivata fino in spiaggia, grazie al popolo Viola, prima il 6 giugno, a Cervia, poi domenica 27 giugno a Punta Marina (Ravenna): qui è andato in scena un Frozen beach flash mob, con passeggiata imbavagliata per "la libertà di informazione e di indagine".
Stesso giorno, ma in località Sampieri (Ragusa), la Federazione della Sinistra ha promosso un'altra passeggiata in spiaggia. Sul lungomare, a pochi passi dal vecchio borgo, i manifestanti col bavaglio, uno striscione tra le mani con la scritta "Noi? Nulla da nascondere. No al bavaglio", e armati di volantini, hanno messo in atto un'azione di sensibilizzazione che ha coinvolto i bagnanti.
I grillini, l'11 giugno, hanno dato appuntamento ai cittadini in piazza Municipale a Ferrara, per una lettura collettiva, in stile mantra, dell'articolo 21 della Costituzione, intercalata da musica spontanea (incluse le percussioni portate dai manifestanti), e lettura di brani sul tema della libertà d'informazione e della difesa della giustizia.
A Molfetta, il coordinamento a difesa della costituzione, lo scorso 26 giugno, ha protestato, in silenzio, nell'aula Carnicella, in piazza Municipio, in occasione del consiglio comunale. I cittadini hanno indossato una maglietta bianca e hanno esibito il post-it, simbolo indiscusso di questa protesta.
Sempre nella sala del Comune, ma questa volta di quello di Pistoia, il 15 giugno scorso, è stato organizzato un flash mob, durante la stessa seduta del consiglio. Oltre ad esporre uno striscione con la scritta "no alla legge Bavaglio - Resistenza", si è osservato un minuto di silenzio. Alla protesta hanno aderito i consiglieri dell'Idv e dei Verdi.
Flash mob a ritmo di tango, a Marsala, una settimana dopo, il 22 giugno. Da piazza della Repubblica, ci si è spostati in Piazza del Popolo e a Piazza Inam. Dietro questo appuntamento, in questo caso, un "movimento spontaneo" che ha esteso l'invito a partecipare a "tutti i cittadini liberi, anche se non ballerini di tango".
Tante, ovviamente, le iniziative previste per oggi, giorno del raduno di piazza Navona a Roma, che sarà trasmesso in diretta web e sul digitale. Oltre ai pullman e ai punti di ritrovo organizzati nelle grandi città, ci sono anche molte iniziative locali. A Latina, ad esempio, la sezione cittadina dell'Unione nazionale cronisti ha dato appuntamento ai giornalisti, alle 10, in piazza Buozzi, davanti al tribunale. "Il luogo - si legge su Facebook - è stato scelto come simbolo della cronaca nera e giudiziaria che non potremo più fare quando entrerà in vigore questa legge. Non bastano i 'riassunti', di fatto i cittadini non potranno più sapere cosa accade intorno a loro". A Forlì si è mossa l'Associazione stampa forlivese, che ha convocato un'assemblea dei giornalisti forlivesi aperta al pubblico per la mattina di giovedì nel salone comunale. Per chi vive a Pavia e non dovesse riuscire a recarsi a Roma, c'è un appuntamento in piazza della Vittoria, alle 18.30. Piazza Dante, a Caserta, sarà sede di un flash mob, alle 17. Appuntamento davanti all'hotel Europa, dove si leggeranno alcuni articoli della Costituzione. "I lettori verranno imbavagliati in viola, indosseremo coppole, come simbolo della contingenza tra bavaglio e benefici derivanti per la criminalità e ci disperderemo in gruppetti".
Intanto, c'è già chi pensa a ciò che sarà dopodomani. A Verbania (VB), Emanuele e Simona vogliono dar vita, con il passaparola via Facebook, ad un flash mob. Ritrovo il 3 luglio alle 16, in piazza Ranzoni: qui i partecipanti suoneranno la trombetta, ognuno con la bocca coperta in segno di protesta. "Per 5 minuti resteremo tutti imbavagliati", spiegano sul social network, invitando altri internauti a dar vita ad iniziative analoghe: "Mi raccomando, passate parola, facciamoci sentire. Se magari proprio tu non puoi, gira questo invito agli amici, anche se hai amici distanti da te. Magari gli dai l'idea per organizzarlo anche da loro, anche se si vive in piccoli paesi, si può fare molto, per tutti".
Il 9 luglio, invece, di fronte alla Prefettura di Reggio Calabria, si lavora ad un sit-in: lo organizza la rivista Freelance Magazine. "Vi invitiamo a partecipare numerosi contro un governo che tenta di imbavagliare i giornalisti, di ostacolare la lotta alla criminalità organizzata e di salvaguardare i propri interessi. Vi invitiamo ancora una volta alla disobbedienza civile, a manifestare per il vostro diritto all'informazione con responsabilità e consapevolezza", scrivono su Facebook i promotori, che rimandano anche al loro sito.
Infine, l'associazione Libera, a Piacenza, ha organizzato per il 7 luglio una cena della legalità, dedicata proprio al tema al tema delle intercettazioni e della "legge bavaglio".
(30 giugno 2010)

Ultimo aggiornamento (Giovedì 01 Luglio 2010 19:37)

 

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