Primo luglio, in piazza contro la legge bavaglio
| Vita Politica - Iniziative |
A Roma, in piazza Navona, la manifestazione della Fnsi contro il ddl in via di approvazione che limiterà la libertà di stampa. Altre iniziative in tante città italiane, da Nord a Sud, e anche all'estero. Migliaia le adesioni. Diretta su rassegna.it
Non solo Piazza Navona. Crescono di ora in ora le adesioni alla protesta organizzata per il primo luglio contro il ddl intercettazioni, o "legge bavaglio" come ha scelto di definirla chi scenderà in piazza. La manifestazione principale si terrà a Roma, dalle ore 17 alle 21. Ci saranno giornalisti, giuristi e personaggi dello spettacolo, per ricordare le tante notizie che con questa legge sarebbero state oscurate, come le morti di Federico Aldrovandi e di Stefano Cucchi, i fatti del G8 di Genova e del terremoto dell'Aquila, la tragedia dei morti per l'amianto e la strage di Ustica. Il tutto andrà in onda online su un vasto network di tv e radio che hanno deciso di dare voce alla protesta. Anche edicolaciociara.it seguirà in diretta la manifestazione. leggi tutto
A Conselice, in provincia di Ravenna, il sindaco ha deciso organizzare una "notte bianca": dalle 20 fino all'alba si discuterà, in spettacoli e performance, di intercettazioni attorno all'unico monumento eretto in Italia alla libertà di stampa. Sit-in e presidi si terranno anche a Milano, Torino (in piazza Castello), Padova, Bari, Palermo, Parma e a Lucera, in provincia di Foggia. Previsi 'flash mob' e azioni corali costruite con sciarpe viola che diventeranno per l'occasione dei bavagli. La protesta si estenderà anche oltreconfine, con due sit-in a Londra, davanti alla sede della Bbc, e a Parigi, sulla scalinata dell'Operà Bastille.
"Un'iniziativa nel segno della Costituzione - scrive la Federazione della stampa - per dar voce ai soggetti e ai temi che verrebbero oscurati se passasse una legge che colpisce il lavoro dei giornalisti e il diritto dei cittadini di conoscere le vicende del paese". I partiti di opposizione parteciperanno (per una volta) compatti, dal Pd alla Federazione della sinistra, da Sinistra ecologia e libertà all'Italia dei Valori. Impossibile fare l'elenco completo delle migliaia di adesioni. Tra le altre firme, ci sono quelle del Popolo Viola, dell'Arci, della Cgil, Articolo 21, "Agende rosse" e "Libertà è partecipazione".
La direzione e la redazione della rete di edicolaciociara.it aderiscono alla manifestazione contro la legge bavaglio. C'eravamo il 3 ottobre e ci saremo il primo luglio, in difesa della libertà di stampa e per promuovere nuovi mezzi e spazi di espressione e comunicazione, dei quali il nostro paese ha un drammatico bisogno. Con l'informazione ci sarà anche un alleato forte, fortissimo, La Cgil in piazza contro la "legge bavaglio"
intervista di Stefano Miliani a Fulvio Fammoni del 29 giu 2010 - Il principale sindacato italiano contro la legge sulle intercettazioni. Giovedì 1° luglio, nella manifestazione a piazza Navona a Roma (e in altre piazze italiane) contro la legge bavaglio, la Cgil ci mette la faccia, l'impegno, va in prima fila, garantisce battaglia e vuol far emergere l'emergenza italiana a livello europeo. Il perché loo spiega il segretario confederale Fulvio Fammoni.
Domanda: come mai un sindacato che si occupa di lavoro interviene su una legge sull'informazione e giustizia?
«Intanto ricordo che eravamo anche alla manifestazione del 3 ottobre scorso. Il punto cruciale è che questa legge ha evidenti tratti di incostituzionalità, gli interventi del governo in cui legifera su giustizia, informazione e lavoro senza tener conto della Costituzione sono ormai frequenti, per una grande organizzazione sindacale come la nostra ciò è sbagliato ed è doveroso intervenire. E qui due argomenti fondamentali entrano in gioco».
Quali?
«La giustizia e la libertà di informazione. Ed è inaccettabile che in una fase generale così grave il governo intasi il Parlamento con leggi sbagliate senza affrontare i grandi problemi della crisi e del lavoro e anzi oscurandoli».
Cisl e Uil non ci saranno.
«In piazza ci saranno come promotrici oltre 300 associazioni delle tendenze più diverse, molte cattoliche, dall'Acli all'Arci alla Fnsi, il sindacato dei giornalisti. Ci saranno presidi in decine di città italiane. Che Cisl e Uil non vengano è un problema. Peraltro su questi temi hanno sempre svolto iniziative».
Come spiega la loro assenza?
«Non so dare una spiegazione razionale. La Federazione della stampa ha tentato momenti di confronto comune che non si sono potuti realizzare. Mi auguro che su temi così cruciali come la libertà e i diritti si ritorni a iniziative unite. Oltre tutto la legge sulle intercettazioni avrà ripercussioni pesanti anche sui posti di lavoro».
In che modo?
«Parliamo non solo della Legge bavaglio ma di un insieme molto articolato e grave: parliamo di censure, di cosa viene fatto alla Rai, del mancato finanziamento all'editoria, di tagli alla cultura e allo spettacolo: andando avanti così si perderanno migliaia di posti di lavoro nell'editoria e nello spettacolo e questo, per un sindacato, è uno dei metri di giudizio fondamentali».
E dopo la manifestazione di giovedì che succederà?
«Non ci fermeremo, saremo davanti al Parlamento anche se discuteranno della legge ad agosto. Poi stiamo preparando un ricorso alla Corte Costituzionale e uno alla Corte europea dei diritti dell'uomo. Pensiamo ad esempio a come difendere gli operatori informazione che incapperanno nelle tagliole della legge».
Pensa che questa legge possa essere corretta o che vada cancellata?
«Non si può cercare di limitare danni. Se la approvano durante un processo potranno parlare solo gli imputati ed è assurdo. Dobbiamo far uscire l'Italia da questa cappa. Per questo per l'autunno stiamo pensando a metter su un'iniziativa politica in Europa. Il trattato di Lisbona, benché non ancora in vigore, prevede leggi di iniziativa popolare con almeno un milione di firme raccolte in diversi paesi dell'Unione. Perciò stiamo valutando se raccogliere queste firme per un testo sulle regole per la libertà di informazione e che consegneremo al Parlamento europeo. Non saranno firme sulla legge bavaglio, ma investono in pieno l'argomento».
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Ultimo aggiornamento (Mercoledì 30 Giugno 2010 17:47)







