«La Spd in rotta. La sinistra affronti questa crisi epocale»
| Vita Politica - Esteri |
di Umberto De Giovannangeli da unita.it - I risultati delle elezioni tedesche, la bruciante sconfitta della socialdemocrazia, il successo delle opposizioni analizzate da uno dei più autorevoli germanisti: Angelo Bolaffi. Professor Bolaffi, qual è il segno generale del voto tedesco?
«Il dato generale è che l’elettorato tedesco ha bocciato la formula della Grosse Koalition, e in particolare ha punito la Spd. Esiste una maggioranza parlamentare per formare un governo, quello che Angela Merkel ha sempre sognato, e cioè ungoverno con i liberali. Con un particolare non trascurabile, però».
Quale?
«La cancelliera non avrebbe mai pensato di dover formare un governo con un Partito liberale così forte. Questo significa che la leader della Cdu avrà dei grandi problemi ».
Quali?
«La Cdu dovrà riequilibrare il prevedibile liberismo economico del Fdp di Guido Westerwelle con una sorta di politica “cripto socialdemocratica ».
Per la Spd è una giornata amara, è stato il primo commento del leader del partito, Frank Walter Steinmeier.
«Più che una amara sconfitta, questa per la Spd è una vera e propria catastrofe. La Spd aveva indicato come limite vitale il 25%. Il risultato ottenuto, il 23,3%, è il peggiore del dopoguerra. Questo significa che inevitabilmente ci sarà un ricambio di tutta la classe dirigente, ed è fin troppo facile prevedere che davanti a sé la Spd ha una sorta di traversata del deserto, senza che si possa ancora neppure immaginare dove questa traversata potrà portare. Il tracollo del Partito storico del movimento operaio europeo suggella la crisi epocale della sinistra socialdemocratica europea».
In questa ottica come leggere il risultato della Linke (Sinistra) di Oskar Lafontaine?
«Il successo della Linke è il risultato di un dato contingente e di uno strutturale. Quello strutturale è che in tutti i Paesi europei esiste una sinistra- sinistra capace di raccogliere il10%del consenso elettorale. Il dato contingente è che la partecipazione alla Grosse Koalition della Spd, ha spinto una parte dell’elettorato socialdemocratico a votare per protesta la Linke. In ogni caso anche in Germania, tenendo conto dell’ottimo risultato dei Verdi, si tratta di ripensare forma e contenuto della sinistra».
Dopo i successi della Linke e dei Verdi, il Parlamento tedesco è più o meno governabile?
«Nel Parlamento tedesco sono presenti ormai stabilmente 5 formazioni politiche, e non soltanto, come una volta, 2 molto forti e 3 in qualche modo minori. Questo probabilmente conferma l’idea che nell’Europa continentale, il modello bipolare non piace molto all’elettorato».
Quale ricaduta può avere in chiave europeista il voto tedesco?
«La Germania ha avuto ultimamente delle incertezze nel suo atteggiamentoverso la prospettiva europeista. Non solo la sentenza della Corte Costituzionale sul Trattato di Lisbona, ma la gestione stessa della crisi della Opel lasciano intravedere una sorta di raffreddamento del tradizionale europeismo tedesco.È ragionevole pensare che il prossimo governo democristiano-liberale potrebbe riaprire in senso positivo il dossier-Europa».
Ripensare la sinistra, non solo in Germania, a partire dal voto tedesco…
«Il problema che si pone è duplice: da una parte la grave sconfitta della Spd rende impraticabile la prospettiva di quanti ritengono che per uscire dalla crisi della sinistra europea basti dar vita a un Partito socialdemocratico. D’altra parte, la scelta dell’elettorato tedesco - che potremmo definire di sinistra – di dare il proprio appoggio a tre formazioni politiche che in modo diverso si richiamano alla sinistra, indica come impraticabile la via di una radicale semplificazione del modello politicocomevia maestra che consentirebbe alla sinistra di uscire dalla sua crisi attuale». {jcomments on}
28 settembre 2009
| < Prec. | Succ. > |
|---|
Ultimo aggiornamento (Venerdì 02 Ottobre 2009 11:09)







