Tripoli ai ribelli
| Vita Politica - Esteri |
La diretta da Al Jazeera in inglese
SI COMBATTE INTORNO A RESIDENZA GHEDDAFI
Combattimenti sempre piu' violenti sono in corso attorno alla residenza del colonnello Gheddafi a Tripoli. Lo ha constatato un giornalista della France Presse sul posto.
ARTIGLIERIA PESANTE SU TRIPOLI
Da ieri sera Tripoli e' in mano agli insorti che hanno preso il controllo di numerosi quartieri. Combattimenti violenti sono in corso anche nel sud della capitale, secondo quanto ha riferito il giornalista della France Presse. Dalle 6 di stamani si sono potuti udire colpi di artiglieria pesante nella zona sud di Tripoli, ha precisato, senza pero' poter determinare con esattezza la provenienza dei colpi.
FONTE DIPLOMATICA, GHEDDAFI
ANCORA NEL SUO BUNKER
Il colonnello Muammar Gheddafi e' ancora nella sua residenza di Bab Al-Aziziya a Tripoli. Lo ha detto un diplomatico nella capitale libica che lo ha incontrato nelle ultime due settimane. ''E' sempre a Tripoli e si trova nel suo bunker di Bab Al-Aziziya'', ha detto il diplomatico che ha voluto mantenere l'anonimato.
AL JAZIRA,TANK GHEDDAFI
BOMBARDANO AREA TRIPOLI
Carri armati di Gheddafi hanno lasciato il bunker del colonnello e stanno bombardando una zona della capitale Tripoli. Lo riferisce una fonte degli insorti alla tv satellitare al Jazira. Le forze leali al leader libico controllano il 15-20% della capitale.
OSCURATA TV DI STATO
Il regime è all'epilogo. Tripoli è insorta, è quasi tutta in mano ai ribelli che hanno preso anche la radio tv di Stato (che, afferma Bbc, è stata oscurata), scontri violenti sono in corso notte e restano sacche di resistenza delle forze fedeli al Colonnello dentro e attorno alla città.
SI ARRENDE LA GUARDIA PRESIDENZIALE
Si è arresa la temibile e feroce Guardia presidenziale di Muammar Gheddafi, sono in mano agli insorti almeno due dei suoi figli, del rais non ci sono notizie, tranne un messaggio diffuso in tv intorno alla mezzanotte.
GHEDDAFI NON SI ARRENDE
Ma il raìs non intende arrendersi, piuttosto morire, lancia messaggi audio con appelli a combattere contro "i ratti", come chiama gli insorti. Ma Barak Obama ha osservato come Gheddafi abbia raggiunto "il punto di non ritorno" e debba "andare via".
INSORTI, ARRIVANO VIA MARE
Sembra non ci sia stato in città un bagno di sangue né la carneficina denunciata dal regime. La capitale non ha fatto resistenza agli insorti, che hanno cominciato a entrare a ondate in città al tramonto, con la fine del digiuno giornaliero del Ramadan, arrivando non solo via terra ma anche via mare da Misurata. A tarda sera i ribelli hanno dichiarato di essere nella Piazza Verde, la piazza scelta da Gheddafi come simbolo della sua «rivoluzione». Folle festanti accolgono gli insorti mentre sono atterrati all’aeroporto due aerei sudafricani: devono imbarcare il rais o suoi familiari per una fuga, magari concordata?
FALSA LA NOTIZIA
DEL TRIBUNALE DELL'AJA
Nella notte si è diffusa la voce, per un errore del Tribunale dell’Aja, dell’arresto del Colonnello, notizia presto smentita. Confermati invece gli arresti di dei figli del rais: Mohammad e soprattutto Saif al Islam, divenuto, con la rivolta, uno delle voci più forti a sostegno del padre. Mancano invece conferme sulla cattura di Saadi Gheddafi, che ha fugacemente militato come calciatore in serie A in Italia.
ESPONENTI DEL REGIME:
"SIAMO PRONTI A NEGOZIARE"
"Mentre per le strade di Tripoli cominciava la festa e per le strade di Bengasi esplodeva di giubilo, il portavoce del regime, Mussa Ibrahim, sulla tv di regime, ha lanciato un appello ai ribelli: “Siamo pronti a negoziare direttamente con il Cnt”, il comitato dei ribelli, chiedendo a loro e alla Nato di sospendere gli attacchi e parlando di 1.300 morti e 5.000 nella capitale solo nelle ultime 11 ore. Risponde il governo ribelle da Bengasi: pronti a cessare subito le ostilità, a patto che Gheddafi annunci la sua partenza.
TRIBUNALE DELL'AJA FA MARCIA INDIETRO
SU ARRESTO GHEDDAFI CI SIAMO SBAGLIATI
Con una clamorosa marcia indietro la portavoce della Corte penale Internazionale dell'Aja ha chiarito che è stato arrestato Seif el Islam Gheedafi, secondogenito ed erede del Colonnello, ma non il leader, come già si sapeva. All'origine della confusione il fatto che sia contro il Colonnello che i suoi figli il tribunale Onu aveva spiccato un mandato di arresto internazionale. In realtà ad essere stati catturati sono tre figli di Gheddafi: oltre Seif, Saadi e Mohammad
TRIBUNALE DELL'AJA E TV AL ARABIYA:
CATTURATO MUAMMAR GHEDDAFI
Il Tribunale internazionale dell'Aja, e poi la tv Al Arabiya, dicono che Muammar Gheddafi è stato catturato dagli insorti.
GLI INSORTI: TRIPOLI E' NOSTRA
TRANNE IL BUNKER DI GHEDDAFI
I ribelli hanno annunciato ad al Jazira che ora controllano tutta Tripoli tranne il rifugio bunker di Bab al-Aziziyah di Muammar Gheddafi, a 3 km da piazza Verde.
TRIBUNALE DELL'AJA: CATTURATO
MUAMMAR GHEDDAFI
La portavoce della Corte penale Internazionale dell'Aja ha reso noto di aver ricevuto la conferma che lo stesso Muammar Gheddafi è stato arrestato. Contro il Colonnello e i suoi figli il tribunale Onu aveva spiccato un mandato di arresto internazionale.
DUE AEREI SUDAFRICANI
SULLA PISTA DELL'AEROPORTO
Due aerei sudafricani sono atterrati all'aeroporto di Tripoli. L'interrogativo è: chi devono prendere e portare via dalla Libia? Il corrispondente delle rete qatariota da Misurata non ha escluso che potrebbero essere usati per aiutare Muammar Gheddafi a lasciare il Paese. Il presidente sudafricano Jacob Zuma si era impegnato sin dalla prima ora a tentare una mediazione con gli insorti del Cnt di Bengasi e il Colonnello.
GHEDDAFI: COMBATTETE
E PURIFICATE TRIPOLI DAI RATTI
«Marciate per le strade di Tripoli e purificate la città dai ratti». Lo ha detto il colonnello Muammar Gheddafi in uno dei messaggi audio trasmessi dalla tv di Stato. «Come potete permettere che la capitale Tripoli venga occupata di nuovo?» ha aggiunto il colonnello. «I traditori stanno spianando la strada per il dispiegamento delle forze d'occupazione a Tripoli».
INSORTI NELLA PIAZZA VERDE
VIOLENTI SCONTRI
Gli insorti sono arrivati nella Piazza Verde, vicino al cuore del potere gheddafiano, ci sono stati festeggiamenti ma - riferisce Al Jazeera - gli scontri lì proseguono con molta violenza.
MESSAGGIO AUDIO DI GHEDDAFI IN TV:
COMBATTETE. E FA APPELLO AGLI IMAM
La tv di Stato libica ha trasmesso un altro audio messaggio del colonnello Muammar Gheddafi, che ha invitato i libici a combattere per Tripoli e ha chiesto agli imam delle moschee di guidare il popolo. Lo riferisce l'emittente al-Jazeera. Il colonnello ha nuovamente fatto appello ai suoi miliziani perchè «ripuliscano» la capitale dai ribelli. Gli abitanti di Tripoli, ha detto, «devono uscire subito per ripulire la capitale. Non c'è spazio per gli agenti del colonialismo a Tripoli e in Libia».
SI E' ARRESO IL PRIMOGENITO
MOHAMMAD GHEDDAFI
Dopo la cattura di Seif al Islam, l'erede designato di Muammar Gheddafi, e di Saadi, il figlio che ha giocato a calcio in Italia, il primogenito Mohammad si è arreso. Lo riferisce la rete Usa, Cbs.
SCONTRI NEL CENTRO
DI TRIPOLI
Le notizie come sempre in questi casi si susseguono freneticamente. Un lancio d'agenzia dava Gheddafi arreso. In realtà gli scontri nel centro di Tripoli sono intensi.
IL COMITATO DEGLI INSORTI
FINE COMBATTIMENTI SE GHEDDAFI ESILIA
Il capo del Consiglio Nazionale Transitorio degli insorti di Bengasi, Mustafa Abdel Jalil, si è detto pronto ad ordinare la fine dei combattimenti a Tripoli e nel resto della Libia se Muammar Gheddafi accetterà di lasciare il potere e il Paese. Lo riferisce la rete al Arabiya.
FRATTINI: GHEDDAFI SI ARRENDA
O SARA' BAGNO DI SANGUE
Muammar Ghaddafi n«si arrenda e abbandoni il potere, non ci sono assolutamente alternative»: questa è «l'unica possibilità» per evitare una situazione che «può trasformarsi in un bagno di sangue»: è l'appello lanciato al colonnello dal ministro degli Esteri, Franco Frattini attraverso il Tg1.
AL JAZEERA: CATTURATO ANCHE
TERZO FIGLIO DI GHEDDAFI, IL CALCIATORE
Oltre a Seif al Islam, secondogenito ed erede designato di Muammar Gheddafi, gli insorti hanno catturato Saadi, terzogenito con la passione per il calcio che in Italia giocò con il Perugia, l'Udinese e la Sampdoria. Lo riferisce la rete al Jazira citando Aboubakr Traboulsi, uno dei portavoce degli insorti.
APPELLO DEL REGIME:
VOGLIAMO I NEGOZIATI CON I RIBELLI
Un appello alla «sospensione delle operazioni su Tripoli» è stato lanciato da Ibrahim Moussa, il portavoce del governo libico, in una conferenza stampa a Tripoli. Vogliamo i «negoziati». Poi attaccando: «La Nato sta sostenendo l'offensiva di gang armate e nella sola Tripoli nelle ultime 11 ore sono morte 376 persone, 1300 nell'ultima settimana e 5mila sono rimaste ferite».
GLI INSORTI: ARRESA
LA GUARDIA PRESIDENZIALE DI GHEDDAFI
Il Cnt, il governo provvisorio dei ribelli libici di Bengasi, ha reso noto alla tv panaraba Al Jazira, che la Guardia presidenziale di Muammar Gheddafi a Tripoli si è arresa e ha consegnato le armi ai ribelli.
GLI INSORTI: CATTURATO SEIF
SECONDOGENITO DI GHEDDAFI
Seif al Gheddafi, il secondogenito del Colonnello e suo erede designato, è stato catturato dai ribelli entrati a Tripoli. Lo riferisce il portavoce degli insorti di Bengasi Mohamad al Akari citato dalla tv France 24. Ci sono «notizie certe» che Saif al Islam è stato catturato. Lo ha detto il presidente del Consiglio nazionale transitorio (Cnt), Mustafa Abdel Jalil in diretta al canale satellitare Al Jazira.
Presentatrice armata in tv:
«Pronti a morire» GUARDA IL VIDEO
GLI STATI UNITI: OFFENSIVA
FINALE, PENSARE AL DOPO GHEDDAFI
Gli Stati Uniti assistono con favore all'offensiva finale a Tripoli contro Muammar Gheddafi ed esortano gli insorti del Cnt di Bengasi a pensare da subito alla Libia senza il Colonnello. Lo riferisce il dipartimento di Stato.
L'EX JALLOUD
GHEDDAFI FA COMBATTERE RAGAZZINI
«Sono iniziati i combattimenti a Tripoli. Le forze ribelli hanno iniziato a conquistare alcuni quartieri della capitale. Gheddafi sta utilizzando addirittura le forze delle dogane e ragazzini di 14 e 16 anni per combattere. Fa fare ai giovani un addestramento di 10 giorni e regala loro una macchina. Stanno morendo tutti». Lo ha detto l'ex numero due di Gheddafi, Abdessalem Jalloud, intervistato da Lucia Annunziata a Rainews.
GLI INSORTI DI BENGASI
A 10 KM DAL CENTRO DI TRIPOLI
Le forze degli insorti di Bengasi, penetrati a Tripoli da ovest, sono ad appena 10 km dal centro della capitale e finora non hanno incontrato alcuna resistenza sulla loro strada. Lo riferisce la corrispondente della rete britannica SkyNews.
LA NATO: GHEDDAFI
STA PER CROLLARE, SI ARRENDA
Il regime di Muammar Gheddafi sta per «crollare», questa sera, sotto l'attacco dei ribelli. Lo ha dichiarato il portavoce della Nato, Oana Lungescu, alla France presse. «Prima Gheddafi comprenderà di non avere alcuna possibilità di vincere, meglio sarà per tutti».
RIBELLI ENTRANO NELLA CAPITALE
CODE IN FUGA VERSO LA TUNISIA
I ribelli entrano a Tripoli Ovest. Auto cariche di donne e bambini libici in coda a Dehiba, valico libico con la Tunisia. Lo ha constatato l'inviato dell'Ansa. Lungo il tragitto che dalla Tunisia porta in Libia sono spuntate decine di bancarelle ambulanti che vendono bandiere e simboli dei ribelli. Oggi la Tunisia ha ufficialmente riconosciuto il Cnt dei ribelli libici.
GHEDDAFI AUDIO IN TV:
TEMO TRIPOLI BRUCI, NON MI ARRENDERO' MAI
Intervento televisivo di Muammar Gheddafi, seppure soltanto in audio: in una registrazione trasmessa dalla televisione di Stato 'al-Jamahiriyah', il Colonnello afferma di «temere che Tripoli bruci», e ha esortato la popolazione di tutte le regioni della Libia ad «accorrere a Tripoli per liberarla dai ribelli» che da ieri sera la stanno accerchiando. «Mai abbandonerò il potere» né «lascerò Tripoli, rimarrò fino alla fine, uscirò vittorioso dalla battaglia».
PROTESTE ANTI GHEDDAFI
IN ALCUNI QUARTIERI DI TRIPOLI
Proteste antigovernative in alcuni quartieri di Tripoli, dove residenti hanno sfidato i cecchini delle forze del regime. Fuoco di armi automatiche ed esplosioni si sono sentite in diverse parti della città nel secondo giorno di attacchi dei ribelli che fanno parte delle cosiddette «cellule dormienti». Mukhtar Lahab, un comandante degli insorti, ha saputo da familiari a Tripoli che le proteste si sono svolte in quattro quartieri vicini all'opposizione. Cecchini hanno sparato contro i manifestanti.
FONTI RIBELLI E DEL REGIME
GHEDDAFI NASCOSTO PREFERIRA' MORTE A RESA
Gheddafi vuole mettere in salvo la sua famiglia all'estero, dove avrebbe già trasferito suoi fondi, ma non intende lasciare Tripoli, combatterà fino all'ultimo e preferirà la morte alla resa. Così hanno detto al quotidiano panarabo Asharq Al-Awsat fonti dell'opposizione e del regime. Aggiungendo che il colonnello preferisce morire . «Il piano di fuga di Gheddafi è rimanere, morirà se necessario o se la situazione lo richiederà. Ma per nessuna ragione fuggirà. Non se ne andrà». Sarebbe nascosto nei tunnel sotterranei sotto la residenza di Bab al-Aziziya.
L'EX PRIMO MINISTRO JALLUD IN ITALIA
LA RUSSA LO CONFERMA
Il ministro della Difesa Ignazio La Russa non entra nel merito delle ragioni per cui il numero 2 di Gheddafi, Abdessalem Jallud, si trovi in Italia, ma conferma che che è nella penisola. «La riservatezza è d'obbligo - dice a Sky Tg24 - Confermo che è in Italia ma dipenderà da lui se vorrà darne notizia; non escludo che ciò possa accadere a breve, almeno stando alle scarne notizie che io ho». L'ex primo ministro sembrava avesse fatto scalo in un aeroporto italiano per andare in Qatar e invece è rimasto.
AL ARABIYA: MORTI
100 RIBELLI NELL'ATTACCO A TRIPOLI
Dall'inizio della battaglia di Tripoli 100 ribelli hanno perso la vita in combattimento. Lo riporta il canale satellitare al Arabiya, che cita come fonte gli stessi insorti.
Il regime assicura che migliaia di soldati e volontari sono pronti a difendere Tripoli. I ribelli temono l'uso di armi chimiche. Negli scontri sarebbero stati uccisi 31 soldati di Gheddafi. Il bilancio dei prigionieri sarebbe salito a un centinaio, incluso un generale dell'aviazione.
La nave maltese che doveva portare via cittadini di diverse nazionalità e condurli alla Valletta, non è partita per i combattimenti in corso al porto della capitale libica.
FUOCO DA TERRA, TORNA AL LARGO
NAVE PER EVACUARE STRANIERI
È finita sotto un intenso fuoco da terra ed è stata costretta a invertire la rotta per tornare al largo la nave 'Mv Triva 1', battente bandiera maltese, che in mattinata sarebbe dovuta attraccare a Tripoli per evacuare i cittadini stranieri ancora presenti in città, teatro da ieri sera di furiosi combattimenti tra ribelli e governativi, e condurli in salvo: lo ha annunciato una portavoce del governo polacco, Paulina Kapuscinska, una cui connazionale è intrappolata nella capitale della Libia insieme ai suoi tre bambini. «La nave non è stata in grado di entrare nel porto di Tripoli perchè è stata investita da cannoneggiamenti, e ha così dovuto fare ritorno all'ancoraggio in rada», ha spiegato. «Sono in corso discussioni con gli insorti affinchè permettano alla 'Triva 1' di entrare in porto e di evacuare in sicurezza gli stranieri», ha aggiunto Kapuscinska. Tra coloro che aspettano di essere tratti in salvo si sa che vi sono almeno nove cittadini britannici.
RIBELLI TEMONO GHEDDAFI
USERÀ ARMI CHIMICHE
Il timore più grande per i ribelli che in queste ore stanno assaltando Tripoli, è che gli uomini di Gheddafi decidano di impiegare sostanze e armi chimiche. È quanto afferma il presidente della Co-Mai (Comunità del mondo arabo in Italia), Foad Aodi, in contatto con «amici libici e medici di ospedali, che sono tutti in allerta». «Mi chiedo - afferma anche Aodi in una nota - come mai l'Italia si presti ad accogliere uomini libici che fino a ieri hanno combattuto contro il popolo libico e la sua liberazione. Questa metamorfosi della politica estera italiana non è molto capita nel mondo arabo».
SMS DEL REGIME: SCENDETE
IN PIAZZA ED ELIMINATE AGENTI ARMATI
Prova a insorgere Tripoli, sempre più stretta d'assedio dai ribelli libici. Esplosioni e spari e tiri di contraerea si odono in crescendo in varie zone della capitale, fra cui i quartieri e sobborghi orientali di Tajoura, Soug Jomaa e Arada, dopo la fine del digiuno quotidiano per il Ramadan, secondo molti residenti, diversi dei quali parlano di gente scesa nelle piazze e nelle strade. Con il passare del tempo l'intensità degli spari e delle esplosioni è andato crescendo e diversi testimoni hanno detto di aver ricevuto un sms dal regime che li incitava a "scendere nelle piazze e nelle strade per eliminare gli agenti armati".
INFILTRATI A TRIPOLI
A tarda notte poi un portavoce del regime, a confermo che qualcosa stava succedendo nella capitale, ha detto stasera alla televisione di stato che "pochi gruppi di qualche decina" di persone si sono "infiltrate a Tripoli" con le armi, aggiungendo però che "sono state eliminate" e che la capitale libica "é al sicuro" dopo l'arresto di "agenti algerini, tunisini ed egiziani".
"TRIPOLI E' IL TUO MOMENTO"
"Gheddafi è il vostro leader", ha detto il portavoce, che parla di "migliaia" di persone "in sua difesa". Nella confusione degli eventi e la frammentarietà delle notizie provenienti dalla capitale, un messaggio che circola su Twitter stasera firmato dal gruppo islamico Shabab Libya recita "Tripoli è il tuo momento".
ALBA DELLA SPOSA DEL MARE
Fuori dalla città da giorni i combattimenti si concentrano sul fronte occidentale tra Zawiah, Zlitan, Garyan, per circondare la capitale e lanciare l'assalto finale. Nome in codice dell'operazione 'Alba della sposa del mare', dall'appellativo con cui viene chiamata Tripoli. Dalla radio 'Libya Hurra' (Libia libera) di Misurata, i ribelli avevano annunciato stamani di aver preso il controllo dell'aeroporto internazionale della capitale e che migliaia di combattenti sono impegnati nella battaglia di Tripoli.
UN PIANO DI FUGA PER GHEDDAFI?
Ma la notizia non è stata confermata da nessuna altra fonte. Così come non trovano conferme le informazioni - sempre da parte degli insorti - secondo cui Muammar Gheddafi starebbe preparando un piano di fuga dalla Libia verso Paesi arabi. Secondo fonti dell'amministrazione Usa, il rais "resisterà fino all'ultimo" e non si esclude una sanguinosa offensiva finale, anche contro i civili. Un'eventualità che temono anche gli insorti. "Tutto dimostra che la fine è molto vicina, mi aspetto una fine catastrofica per lui e per i suoi", ha detto da Bengasi il presidente del Consiglio nazionale transitorio (Cnt) Mustafa Abdel Jalil, ammettendo però di aspettarsi che Gheddafi "creerà una situazione di anarchia a Tripoli".
JALLOUD LASCIA IL SUO COMPAGNO MUAMMAR
A fuggire dalla Libia è invece stato l'ex fedelissimo del Colonnello, Abdelassam Jalloud, compagno del giovane rais sin dai tempi della 'Rivoluzione verde' nel 1969, premier negli anni '70, ma messo da parte sin dagli anni '90. Arrivato due giorni fa in Tunisia, secondo fonti governative tunisine sarebbe stato preso in consegna da alcuni qatarini, per poi partire nella notte dall'aeroporto di Djerba diretto a Roma a bordo di un aereo maltese. Atterrato all'aeroporto di Ciampino, non è chiaro se l'ex numero due libico si trovi ancora nella capitale o se, come sostengono le stesse fonti tunisine, l'Italia sia solo una tappa di transito verso altri Paesi.
SCONTRI AL CONFINE CON LA TUNISIA
Percorso inverso invece per il ministro libico del petrolio, Omrane Boukraa, che giovedì, secondo l'agenzia tunisina Tap, si trovava a Roma in missione dove, ha disdetto i suoi impegni per raggiungere la Tunisia, da dove però non sarebbe ancora rientrato in Libia. La guerra libica intanto ha fatto irruzione anche in Tunisia, con un gruppo di libici armati - non meglio identificati - che hanno ingaggiato scontri nella notte tra ieri e oggi con le forze di sicurezza tunisine. Una pattuglia dell'esercito tunisino è stata presa di mira da un gruppo armato a bordo di diversi fuoristrada immatricolati in Libia, ha riferito una fonte del ministero della Difesa di Tunisi, precisando che non ci sono state "vittime tunisine".
SI COMBATTE ANCHE SUL FRONTE ORIENTALE
Sul fronte orientale infine si combatte ancora per il polo petrolifero di Brega. In giornata i ribelli hanno prima annunciato di aver preso la zona industriale e di avere quindi il controllo su tutta la città (la zona residenziale era caduta già una decina di giorni fa). Poche ore dopo, però, il portavoce militare degli insorti, colonnello Ahmed Omar Bani, ha fatto sapere che, sotto gli intensi bombardamenti delle forze governative, i ribelli sono stati costretti a lasciare l'area industriale, in una "ritirata strategia per risparmiare le vite dei combattenti ed evitare ulteriori danni alle infrastrutture petrolifere".
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