Libia in fiamme, si bombarda la folla. E' genocidio.
| Vita Politica - Esteri |
*** Gheddafi, discorso flash in tv: «Sono a Tripoli», «Smentisco le Tv,quei cani». Il leader libico Muammar Gheddafi è apparso in televisione per smentire le voci circolate ieri che lo davano in fuga dalla Libia, sconvolta da giorni dalle proteste e da una violenta repressione, e riparato in Venezuela: «Vedrò i giovani in Piazza Verde. Per dimostrare che sono a Tripoli e non in Venezuela, e smentire le televisioni, questi cani». Il colonnello, ripreso dalla televisione di stato libica nella sua residenza di Bab Al Aziziya, a Tripoli è apparso in cappotto, che sale su un'automobile, con un ombrello bianco in mano per proteggersi dalla pioggia, davanti alla sua residenza-caserma di Bab Al Aziziya. leggi tutto
Le immagini sono state da alcuni definite "surreali": 22 secondi in tutto invece di un discorso alla nazione. Seduto in una sorta di pulmino bianco, dopo poche parole il leader libico ha salutato, ha chiuso l'ombrello ed è rientrato nel veicolo senza aggiungere altro. Il ministro degli Esteri britannico, William Hague, aveva dichiarato ieri pomeriggio, a Bruxelles, che il colonnello era fuggito nella terra di Chavez.
Bombardamenti aerei sui manifestanti che chiedono la fine del regime di Moammar Gheddafi, centinaia di morti nella sola Tripoli. Quattro piloti si rifiutano di obbedire e disertano. La situazione è sempre più drammatica e oggi, alle 15 ora italiana, ne discuterà il Consiglio di sicurezza dell'Onu. In Europa l'hanno ribattezzata "la schizofrenia di Rue Froissart". È l'ultimo ritrovato della diplomazia berlusconiana: all'ingresso nelle riunioni comunitarie (le auto delle delegazioni entrano appunto da Rue Froissart, sul lato del palazzo del Consiglio) il politico italiano di turno fa dichiarazioni benevolenti verso il dittatore sotto accusa.
Poi, in riunione, vota con gli altri un comunicato di condanna. È già successo all'ultimo vertice europeo, quando Berlusconi, arrivando alla riunione, ha cantato le lodi di Mubarak, per poi approvare una risoluzione di condanna delle repressioni ordite dal raìs egiziano. Era successo in precedenza, quando avevamo difeso il dittatore bielorusso Lukashenko, salvo poi appoggiare le sanzioni Ue alla Bielorussia.
Noi siamo convinti che sia l'Italia che l'Europa debbano avere una posizione chiera e netta di condanna contro il dittatore libico e contro l'uso della violenza. Non ci sono interssi economici che tengano anche perchè sembra inarrestabile il cammino verso la liberazione di quelle popolazioni e che ne sarebbe delle attuali relazioni industriale ed economiche se i nuovi poteri nazionali di quei popoli intendessero rivedere accordi e patti? Ma ripetiamo ,aldilà dei puri calcoli d'interesse, c'è in ballo la libertà di intere popolazioni e, intanto, l'Italia repubblicana nata della Resistenza non può stare che dalla parte di chi lotta per la libertà e la democrazia. Chi lo dice che si può solo stare a guardare e non si può scegliere?
La cronaca degli eventi da unita.it
La Sicilia e le rivolte nel mondo arabo (interrogativi che si affacciano alla nostra attenzione; segnalazione di G. Morsillo)
http://www.dirittidistorti.it/articoli/13-societa/515-la-sicilia-e-le-rivolte-nel-mondo-arabo.html
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Ultimo aggiornamento (Martedì 22 Febbraio 2011 12:24)






