Bonino in ciociaria contro il decreto interpretativo e per un Lazio di tutti
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di Denise Compagnone e Sacha Sirolli da Il Messaggero 9 mar 2010 - La sciarpa gialla, come la mimosa, il fiore delle donne, quelle che ha sempre sostenuto in una vita intera di battaglie.
E' il colore della sua campagna elettorale e ieri, infatti, spiccava al collo di Emma Bonino, la candidata radicale alla presidenza della Regione Lazio, che, in un tour tutto ciociaro, ha incontrato i suoi sostenitori a Sora e Cassino di mattina e a Ceccano di pomeriggio. Ovunque ad accoglierla, centinaia di persone ed un solo (o quasi) argomento di discussione: il no, convinto ed indignato, contro il decreto legge esplicativo del governo Berlusconi che consentirà di riammettere la lista del Pdl romano esclusa per il ritardo nella presentazione. Lo stesso tema caldo che qualche ora dopo, alle 18, ha riunito sotto il palazzo della Prefettura a Frosinone per un sit in di protesta circa 200 persone. In piazza i vertici di Pd, Psi, IdV (c'era anche il senatore Pedica), Federazione della Sinistra e Sel, oltre a simpatizzanti e qualche sigla sindacale con l'obiettivo di invitare la gente al voto, di spiegare "l'abuso che è stato compiuto", e "rigettare l'arroganza". «Il nostro paese era la culla del diritto – ha commentato amareggiato l'avvocato Gianfranco Schietroma - il decreto è in contraddizione con la nostra storia». Ne è apparsa convinta anche la stessa Bonino che aveva parlato già in mattinata a Sora e Cassino.
A Sora in un Hotel Valentino strapieno la leader radicale candidata alla presidenza della Regione Lazio ha espresso tutto il suo dissenso per il decreto salva-elezioni arrivando a dire: «Il mio ritiro? Ci sto pensando, con i bari io non gioco». Poi è andata all'attacco: «Siamo passati dalle leggi ad personam alle leggi ad listam - l'accusa alla Pdl - Noi rappresentiamo la vera alternativa, sono pronta a combattere per restituire la democrazia che i miei avversari stanno infangando in questa Regione».
Il rispetto delle regole il principio che ha guidato l'intervento della leader radicale. «Io sono cresciuta in una famiglia che mi ha educato all'onestà e alla legalità - ha sottolineato più volte la Bonino - Chi e' stato capace di fare quel decreto legge nelle prossime tre settimane sarà capace di fare di tutto". Applausi a scena aperta. In sala c'erano circa 400 persone, altre 200 davanti all'albergo. Soddisfatto il sindaco di Sora: «Ho apprezzato molto le parole fiere della Bonino - dichiara Cesidio Casinelli - e la sua riflessione sul rispetto della legalità».
Nel pomeriggio, poi, a Ceccano, l'esponente radicale ha ribadito il concetto: «Per noi nessuno farà mai un decreto interpretativo – ha detto e poi, rivolgendosi ai candidati – Dobbiamo avere sì delle belle idee, ma anche un metodo ed un impegno diverso». Poi, andando oltre, la Bonino ha parlato di un più equo rapporto tra le province, iniziando già da subito con un assessore per provincia in giunta e con l'opportunità delle Olimpiadi che dovranno essere "non di Roma, ma del Lazio". Impegno espresso anche per Ceccano e l'inquinamento: "Non capisco come sia possibile che una città attraversata interamente dal fiume Sacco non venga inserita nell'area di emergenza, questo dovrà essere un nostro punto fermo"; per la sanità: «Penso ad una ridotta centralizzazione di ospedali a Roma in favore di servizi territoriali, da implementare ovunque anche se l'obiettivo primario sarà coprire il disavanzo in bilancio»; di procedure e nomine trasparenti, nella sanità e nella pubblica amministrazione. E poi di pendolarismo: «I nuovi treni in arrivo basteranno a soddisfare solo il 50% dell'utenza. Occorre una soluzione dignitosa, ma soluzioni miracolose non ne abbiamo».
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Ultimo aggiornamento (Giovedì 11 Marzo 2010 20:27)




