L’Aquila. Migliaia in piazza. Con rabbia

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Vita Politica - Cronache e Commenti

di Carlo Sandri da Dazebao.org 21 feb '10 - La gente dell'Aquila si ribella, protesta, a migliaia invadono la "zona rossa". Mille chiavi di case del centro storico, rigorosamente chiuso vengono appese alle transenne. " Riprendiamoci la città": questo dicono i manifestanti.

La collera è esplosa incontenibile dopo mesi di sofferenze in silenzio, un silenzio rotto solo da prese di posizione dei vari comitati che sono sorti. Inascoltati.

I cittadini non ne possono più, dicono basta, scendono in piazza , molti di più di domenica scorsa, non vogliono più essere presi in giro, non vogliono più vedere le telecamere di Minzolini che inquadrano gli " eroi" di una ricostruzione fasulla, da Berlusconi a Bertolaso, senza mai dare conto di una tragedia di cui non si vede la fine. Anche la giornalista Paola Busi viene contestata quando si avvicina al sindaco Massimo Cialente.

Il sindaco: dopo dieci mesi ancora le macerie. Una indecenza

Non solo il presidente della regione, Gianni Chiodi e il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, sono nel mirino dei manifestanti, c'è pure il sindaco, Massimo Cialente . Dalla folla molte grida: "Sindaco – gli viene rimproverato duramente- non ti sei fatto valere in questi mesi... Non ci hai difesi. Pensi solo alle telecamere... Non parlare alla Rai, parla con noi, con i tuoi cittadini". Il primo cittadino è scosso dalla contestazione. Questa volta ha partecipato alla manifestazione e decide di rispondere. Sale su una panchina e dice: "Calmi... state calmi è vero, è una indecenza che dopo dieci mesi ci sono ancora quattro milioni e mezzo di metri cubi di macerie. Ma questo problema lo deve risolvere il Governo. La Protezione Civile ci ha salutati venti giorni fa (quando Guido Bertolaso si è dimesso da commissario straordinario per la ricostruzione) senza trovare una soluzione al problema. Ma io dico che spetta a loro trovare una via d'uscita, liberarci dalle macerie".

Contestata la Busi (Tg1).Vergogna, Minzolini al servizio del governo

Quando la Busi, come abbiamo detto, si fa largo fra la folla per rivolgere al sindaco qualche domanda la contestazione si fa ancora più forte."C'è il Tg1... Vergogna! Minzolini è al servizio di Berlusconi! Vergogna! Sono dieci mesi che raccontate che all'Aquila va tutto bene. Grazie a voi gli italiani sono convinti che qui hanno ricostruito le case. Sono mesi che lo dite...". La giornalista del Tg 1 si trova in difficoltà. "Non io...". " Sono mesi che non raccontate la verità" le viene risposto. La Busi ancora: "Non io...". E sbotta: "E poi che ci posso fare...".Il segretario dell'Usigrai, il sindacato dei giornalisti Rai, Carlo Verna, ricorda l'opposizione che un numero crescente di giornalisti stanno facendo all'impostazione data al Tg1 da Minzolini e spera di poter andare quanto prima All'Aquila anche per " poter solidarizzare con chi si lamenta per non vedere i propri diritti assistiti da un cane da guardia della democrazia quale dovrebbe essere l'informazione. Attenti, però, a non fare di ogni erba un fascio". Il segretario del Pd aquilano, Michele Fina, sottolinea che "ovviamente le critiche non erano rivolte a chi oggi si è recato a L'Aquila per raccontare la manifestazione" ma al direttore del Tg1 Minzolini che negli ultimi mesi ha letteralmente scherzato con la nostra tragedia". Certo che Minzolini porta pesanti responsabilità ma ogni singolo giornalista dovrebbe essere geloso custode della propria professionalità . Non è detto che sempre si debba " obbedir tacendo" dando vita ad una informazione adulterata. Questo hanno voluto dire i cittadini dell'Aquila. E non si può dar loro torto. Chiedono che l'informazione, quella del servizio pubblico radiotelevisivo,racconti i problemi dell'oggi, di cui ha fatto cenno la presidente della Provincia, Stefania Pezzopane che ha partecipato alla manifestazione.

La presidente della Provincia. Bisogna cambiar registro

" E' stata- ha detto- una gioia poter percorrere di nuovo il cuore della citta', nonostante le ferite ancora aperte, che ci ricordano il dolore e la rabbia del tempo che passa". "Bisogna cambiare registro, accelerando i tempi della ricostruzione, a cominciare dal centro storico. Ci sono stati troppi passaggi burocratici. Se i fondi fossero stati assegnati direttamente agli enti pubblici e non prima al commissario delegato, che poi li ha girati a sua volta al provveditorato delle Opere Pubbliche, almeno la ricostruzione degli edifici pubblici sarebbe potuta partire celermente, dando un segnale di concretezza".

Anche la della presidente della Provincia ha appeso una chiave proprio sotto le finestre del Palazzo della Biblioteca, dove fino al 6 aprile si trovavano gli uffici della Presidenza. La folla, a differenza della manifestazione di domenica scorsa, dopo aver varcato le barricate erette per raggiungere piazza Palazzo, sede del Comune, ha invaso tutte le strade,i vicoli, del centro storico interdetto da ormai dieci mesi. Domenica prossima le " voci " del corteo annunciano una nuova, grande manifestazione. " Saremo di più, molti più di oggi, tante migliaia dio persone". Andremo avanti- si afferma- finché "non otteniamo giustizia, non abbiamo garanzie che i soldi per la ricostruzione ci sono, non sono stati tutti spesi per le casette,costate un occhio della testa. Intanto via subito le macerie." Questo sarebbe un segnale importante. Fino ad oggi non è venuto. Forse, questa l'amara verità, Berlusconi e Bertolaso, non hanno mai neppure pensato ad un vero, concreto progetto.


Ultimo aggiornamento (Lunedì 22 Febbraio 2010 12:58)

 

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