L'amletico Pd
| Vita Politica - Cronache e Commenti |
La vittoria di Nichi Vendola alle primarie di Puglia rappresenta, a nostro avviso, la manifestazione plastica del dilemma in cui si trova avvinghiato il Pd sin dalle origini.
Da una parte, esso ha bisogno di eliminare i concorrenti nel centrosinistra, i partiti della sinistra, per acquisirne il residuo consenso popolare e traghettarlo in una dimensione politica più confacente alle aspirazioni del partito. Dall'altra, con quell'eliminazione, e soprattutto con l'eliminazione di ciò che quei partiti tentano maldestramente di rappresentare (per quanto "velleitario, anacronistico, stravagante" esso sia), il baricentro della politica italiana inevitabilmente si sposta verso destra, costringendo il Pd ad una continua e vana rincorsa verso l'ambita posizione "centrale"; che, alla luce dei fatti, risulta essere essa sì velleitaria, se non addirittura chimerica. In altre parole, potremmo dire che la sinistra è necessaria al Pd, dal suo punto di vista, tanto quanto gli è nociva.
Forse, il carattere amletico o dilemmatico (quant'è brutto!) della situazione di quel partito deriva non tanto e non solo dalle contingenze politiche, che vedono un estremista come Berlusconi farsi paladino della rappresentanza dei moderati; ma soprattutto dall'idea balzana che uno "sbiadimento" del colore politico (cioè della rappresentanza) possa consentire di rappresentare un maggior numero di persone, possa conferire quell'aurea di interclassismo cui il Pd ambisce; ma il bianco, per usare una metafora, il più "incolore" tra i colori, non si ha per l'assenza degli altri colori, ma proprio per la presenza dell'intero spettro!
Insomma, quello del Pd, se il Pd volesse, non sarebbe un dilemma, che per sua natura non ha soluzione, ma un problema, risolvibile: quello della rappresentanza.
Potrebbe prendere insegnamento dallo stesso Berlusconi. Noi continuiamo a pensare che sia una persona dai pensieri spesso raggelanti; un uomo capacissimo di fare danni giganteschi ad un numero sterminato di persone, anche in un brevissimo tratto di tempo; che sia di natura funesta proprio per le sue vaste capacità e l'assoluta mancanza di freni morali. Ma tra tanti improperi che volentieri e convintamente gli lanciamo, non possiamo non riconoscergli, per onestà, anche un suo grande merito: la chiarezza. Berlusconi è assolutamente, ed evidentemente, determinato a difendere gli interessi della propria parte, il capitale comunque acquisito, senza rinunciare a fornire orizzonti, per quanto semplificati e semplicistici, anche a quella vasta parte, il lavoro, che un capitale (monetario) è ben lungi dall'avere o anche solo dall'immaginare. Berlusconi non rinuncia a rappresentare la propria parte per meglio rappresentare l'insieme, come pensa di fare il Pd; vuole invece rappresentare l'insieme proprio facendo apparire universali gli interessi altrimenti specifici della propria parte. Così facendo, nonostante la ristrettezza numerica del proprio "targhet" naturale, riesce a drenare consenso politico anche da chi egli stesso affama; il Pd, al contrario, non riesce a suscitare consenso vero neanche tra coloro che potrebbero avere tutto l'interesse a votarlo, i moltissimi, i lavoratori.
È solo grazie ai suoi mezzi che Berlusconi ci riesce? Temiamo di no. Lo dimostra la sua proposta di candidare in Puglia, contro il comunista Vendola, il campione locale del capitalismo: il presidente della Confindustria pugliese. Probabilmente non sa neanche chi sia, ma non importa; ciò che conta è quel che rappresenta: il capitale. Questa è chiarezza.
Dall'altra parte, c'è il lavoro, che se è rappresentato "solo" da Vendola, non è certo colpa di Vendola, ma di tutti gli altri. Per esempio di quelli, come il Pd, che continuano a parlare del lavoro in termini assistenziali; ad essi vorremmo dire che il lavoro non ha bisogno di essere assistito, poiché e quello che produce la ricchezza con la quale bisbocciano tutti gli altri. Il lavoro ha bisogno, innanzitutto e invece, di riconoscimento e rispetto, cioè di rappresentanza; e, quindi, di valorizzazione, cioè di maggiore partecipazione alla ri-distribuzione della ricchezza che esso produce e di volontà politiche che traggano dal suo mondo le metafore utili a rendere i suoi valori universali agli occhi dei più. In altre parole, di farne cultura fino alla contaminazione del senso comune.
Vogliamo sperare che le future vicende pugliesi, con la chiarezza che Berlusconi vi inietterà, siano l'occasione di un profondo ripensamento da parte del Pd. Al quale, per altro, non bisogna necessariamente chiedere di rinunciare al suo progetto centrista, interclassista o come si chiama; ma soltanto di rendere partecipi della sua politica tutti coloro che dice di voler rappresentare e non solo una parte di essi. Questo gli porrebbe certamente enormi problemi, ma gli eliminerebbe un dilemma.
Ivano Alteri
Frosinone 31 Gennaio 2010
| < Prec. | Succ. > |
|---|
Ultimo aggiornamento (Martedì 02 Febbraio 2010 18:18)
Pagine di...
Un 8 marzo per ricordare Lina PanicciaStoria: da dove veniamo | ignaziomazzoli | Mercoledì, 3 Marzo 2010 READMORE |
A Ceccano raccolta dei rifiuti porta a portaLoffredi | Angelino Loffredi | Venerdì, 26 Febbraio 2010 READMORE |
|
La ricerca delle testimonianze sui bimbi al nord si allargaLoffredi | Angelino Loffredi | Lunedì, 15 Febbraio 2010 READMORE |
La ricerca delle testimonianze sui bimbi al nord si allargaStoria: da dove veniamo | Angelino Loffredi | Lunedì, 15 Febbraio 2010 READMORE |
Come salvammo l’infanzia del CassinateStoria: da dove veniamo | Angelino Loffredi | Giovedì, 4 Febbraio 2010 READMORE |
|
Ma chi è che vuole riformare la Costituzione?Alteri | Ivano Alteri | Lunedì, 11 Gennaio 2010 READMORE |
|
|
|||
|
More in: Ceccano, Utenti, Loffredi, Notarcola, Prove auto, Geopolitica, Alteri, Pulimanti, IvanTramontozzi, Frosinone, Informazioni varie, Segnalazioni, Pagine dei lettori, Storia: da dove veniamo, Libri |
|||
- + 4 |
|||



