Ricordare Enrico Berlinguer
| Vita Politica - Analisi, Orientamenti e Storia |
di
Monica Maro da Aprileonline 13 maggio 2009
La Velina rossa attacca oggi i dirigenti del Pd di aver organizzato la tradizionale commemorazione di Enrico Berlinguer alla Camera senza invitare alcun leader del partito comunista, ma soltanto personalità critiche verso lo storico segretario. La commemorazione, intitolata "Il coraggio e le ragioni di una scelta. 25 anni dopo Enrico Berlinguer" si terrà giovedì 21 maggio alla Sala della Regina della Camera dei Deputati.
L'attenzione, di tutti, è rivolta all'aula di Montecitorio dove si consuma lo scempio dell'ordinamento giuridico del nostro paese e della sua civiltà in nome della sicurezza. Ma a tener banco, in Transatlantico, è tutta un'altra storia: quella con la "S" maiuscola di quando c'era il Pci e c'era un leader, Enrico Berlinguer, le cui intuizioni (pensiamo al discorso sull'austerity e al tema della questione morale) sono più che mai valide ancora oggi.
O meglio, a tener banco, c'è lo sconforto e la delusione di chi, ricevuto l'invito distribuito dal gruppo del Pd per la commemorazione del leader comunista il prossimo 21 maggio, si accorge che l'appuntamento non contempla, tra gli oratori, nessun nome di leader del vecchio Partito comunista.
Presenteranno il seminario i capigruppo Anna Finocchiaro e Antonello Soro, mentre le conclusioni saranno ovviamente affidate al segretario Dario Franceschini. Per la parte relativa all'approfondimento, le relazioni sono affidate ai tre storici Paul Ginsborg dell'università di Firenze, Miguel Gotor dell'università di Torino, Agostino Giovagnoli dell'Università del Sacro Cuore. La scelta di affidare agli storici, e non ai testimoni, il ricordo del segretario del Pci più amato è stata confortata anche dalla lettura di alcuni testi berlingueriani a cominciare dall'intervista sulla questione morale del 1981 a Eugenio Scalfari. Un passo di quest'ultima è riportato nell'invito alla commemorazione: "Noi pensiamo- è scritto- che il privilegio vada combattuto e distrutto ovunque si annidi, che i poveri, gli emarginati, gli svantaggiati vadano difesi e gli vada data voce e possibilità concreta di contare".
Insomma, semplifica Pasquale Laurito, estensore della "Velina rossa": "Interviene 'il girotondino fiorentino' Ginsborg, lo 'zaccagniniano' Franceschini, ma nessuno che sia stato vicino a Berlinguer, solo voci critiche". Eppure, "alcuni dei collaboratori di Berlinguer sono oggi nel Pd". Evidentemente- conclude riportando la reazione di un illustre dirigente del partito, "non contiamo più nulla, ci hanno dimenticati". "Avremmo preferito che il comunista Berlinguer fosse ricordato da coloro che hanno seguito tutta la sua attività politica e non soltanto da chi gli rivolse critiche severe perché non ci possiamo vergognare dell'unico vero leader della sinistra italiana".
A rivendicare la scelta "compiuta da entrambi i gruppi parlamentari del Pd" di coinvolgere i tre storici e studiosi di Berlinguer per ricordarne la figura, ci pensa Marina Sereni: "L'insegnamento di Enrico Berlinguer non parla solo ad una componente del Pd ma è patrimonio di tutta la democrazia italiana", spiega la vicepresidente dei deputati piddini. "Abbiamo pensato che il taglio più giusto per ricordare la figura di Enrico Berlinguer fosse quello di coinvolgere degli studiosi perché loro possono leggerne meglio l'insegnamento attualizzandolo al contesto. Siamo convinti infatti- aggiunge Sereni- che il messaggio politico, culturale e morale di Berlinguer abbia ancora molti tratti di attualità. Non vedo perché bisogna confinare i suoi insegnamenti solo ad una componente del partito".
Ciononostante, un chiarimento 'ufficiale' ai vertici del gruppo democratico sarebbe stato chiesto, a quanto riferiscono, da alcuni deputati contrari alla scelta di Ginsborg. L'argomento divide dunque i Democratici.
Pier Luigi Bersani prova a sedare la polemica: "Forse ci voleva uno storico che fosse più in sintonia - dice - ma per quanto riguarda le personalità politiche Franceschini parla per tutto il partito".
Altri, con un velo di malizia, ricordano che Ginsborg, contestato per la sua passione 'girotondina', è il coautore di un "Dialogo su Berlinguer" scritto a quattro mani con Massimo D'Alema. Correva l'anno 1994, e per il decennale della scomparsa di Berlinguer lo stesso D'Alema invitò Ginsborg a ricordare il segretario del Pci.
| < Prec. |
|---|
Ultimo aggiornamento (Domenica 17 Maggio 2009 10:25)







