“Superare il dogma della sovranità nazionale”
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Sui quotidiani di oggi 299 dicembre 2011 sono riportati ampi stralci della lettera che il capo dello Stato ha indirizzato alla rivista Reset, perchè sollecitato alla riflessione sulla politica italiana a 50 anni dalla morte di Luigi Einaudi. Ci sono in evidenza due domande: perché il riformismo non ha raccolto la sua lezione liberale? E perché la politica europea non riesce ad esprimere una leadership all'altezza della crisi, come accadde nel dopoguerra? Napolitano nota che l'Europa è giunta ad un "terzo appuntamento con la storia": "Quello del calare - approfondendolo come non mai - il nostro processo di integrazione nel contesto di una fase critica della globalizzazione". Il capo dello Stato sottolinea che è vero che "questa volta le leadership europee appaiono invece in grande affanno a raccogliere la sfida, innanzitutto nei suoi termini di crisi incalzante dell'Euro; appaiono palesemente inadeguate anche a causa di un generale arretramento culturale e di un impoverimento della vita politica democratica, che hanno congiurato nel provocare fatali ripiegamenti su meschini ed anacronistici su orizzonti e pregiudizi nazionali". Secondo Napolitano "particolarmente acuta è per oggi le forze riformiste l'esigenza di perseguire nuovi equilibri, sul piano delle politiche economiche e sociali". Napolitano ricorda che valori di giustizia e di benessere popolare diventarono "concrete conquiste in termini di diritti e garanzie", attraverso la costruzione di sistemi di welfare. Poi, con i trattati di Roma del 1957 e la nascita del mercato comune, "furono riconosciuti e assunti dall'Italia i fondamenti dell'economia di mercato, i principi della libera circolazione (merci, persone, servizi e capitali), le regole della concorrenza". E sottolinea che "quelle che ancor oggi vengono denunciate come omissioni o chiusure schematiche proprie della trattazione dei 'rapporti economici' nella Costituzione repubblicana, vennero superate nel crogiuolo della costruzione comunitaria": "in quella costruzione - scrive Napolitano - si riconobbe via via anche la sinistra, prima quella socialista, poi quella comunista".
E' diventata ineludibile "una profonda, accurata operazione di riduzione e selezione della spesa pubblica", sottolinea Napolitano, evidenziando che questo non può non investire "le degenerazioni parassitarie del 'welfare all'italiana", rispetto al quale le politiche sociali vengono rimodellate in coerenza con le esigenze della competizione mondiale. L'intervento di Napolitano sulle pagine di Reset è seguito dal commento del direttore Giancarlo Bosetti .
Sperando di fare cosa gradita ai nostri lettori abbiamo raccolto tutto questo lavoro di elaborazione e lo mettiamo a disposizione di chi vuole leggerlo attraverso un file pdf da scaricare, stampare o conservare.
“Superare il dogma della sovranità nazionale”
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Ultimo aggiornamento (Venerdì 10 Febbraio 2012 17:55)







