Io sto con Julian Assange
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firma la petizione per la libertà di Julian Assange
di ignaziomazzoli 8 dic 2010 - La rivoluzione annunciata non sarà fermata dall'arresto di Julian Assange, per altro legato a ragioni che nulla hanno a che fare con WikiLeaks, anche se apparentemente pretestuose. Le reazioni di questi giorni palesano arretratezza culturale, ritardi politici (vedi Ministro Frattini), contraddizioni clamorose, incomprensione di che cosa sia la Rete, quali le sue dinamiche e i suoi effetti.
Bisogna riuscire a capire la vera natura del web, l'intreccio tra l'oggi e ciò lo ieri che in essa si manifesta, dal nuovo contesto politico e sociale, dalla continua ridefinizione di che cosa sia trasparenza. Per capirci dobbiamo chiederci: quale nuovol potere abbiamo di fronte? Fughe di notizie riservate, rivelazioni di documenti segreti non sono una novità.
Ciò che cambia è la scala, la dimensione del fenomeno: la circolazione planetaria di masse ingenti di dati ha fatto divenire assai agevole il "cercare, ricevere, diffondere" informazioni.
Ricordiamo le parole della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo dell'Onu sulla libertà di espressione. E ancora l'articolo 21 della nostra Costituzione, la più bella del mondo, sottolinea come tutti abbiano diritto alla libera manifestazione del pensiero con qualsiasi "mezzo di diffusione". Tutto ciò vale anche nel mondo nuovo della tecnologia digitale. Dobbiamo roicordarci che il tema è quello della tutela di una libertà preziosa, informare e essere informati, che la Corte europea dei diritti dell'uomo indica come uno dei fondamenti della democrazia.
Lo scandalo è WikiLeaks o l'incomprensione e l'inconsapevolezza degli Stati nell'affrontare lo "tsunami digitale" che già caratterizza il tempo presente e sempre più disegnerà il futuro? Oggi c'è l'opportunità tecnologica di far crescere quasi senza limiti la raccolta delle informazioni e la loro conservazione in banche dati sempre più gigantesche, mentre questo mondo è troppo spesso governato da una cultura più simile a quella degli antichi archivi, protetti dalle loro stesse caratteristiche fisiche, carta, schede, dischi. - Ora invece le informazioni sono divenute sempre più facilmente reperibili, alla portata di molti, accessibili a distanza, agevoli da divulgare.
Questo insieme di dati potremmo chiamarlo documentalità? Penso di si. Ebbene questa immensa dimensione non è stata colta nei suoi effetti politici e sociali. L'ottuso delirio di onnipotenza dei gestori delle banche dati ha impedito di rendersi conto che crescevano, insieme, trasparenza e vulnerabilità. mentre questo avveniva non si avvertiva che si stava depositando un nuovo sapere sociale, della cui importanza e utilizzabilità si rendevano conto più i cittadini che chi possedeva le informazioni.
Questa conoscenza già redistribuiva potere. Ci vuole poco allora a capire che una così inedita opportunità prima o poi sarebbe stata colta. Bastava prestare l'orecchio al rumore sociale presente in rete. Questi fenomeni si manifestano in un ambiente coincidente con l'intero pianeta, e con la moltitudine di persone che lo abitano. Doveva arrivare il momento in cui si sarebbe passati da una scala più ridotta ad una globale. Quel momento è venuto. Eccome!
Ormai cambiano completamemnte una serie di parametri. Come in altri momenti della storia bidsogna reimparare che gli effetti indesiderati non si affrontano con gli esorcismi o con l'eterna riduzione dei problemi sociali e politici ad affare d'ordine pubblico. WikiLeaks appare oggi a tutti i Frattini del mondo come una "emergenza" che farà sicuramente aumentare la sicurezza fisica e logica delle banche dati, intensificherà la caccia agli Assange che via via appariranno sulla scena. Ma, ormai, un nuovo mondo è lì, e nessuno lo rimuoverà. Il modello è destinato a diffondersi, a divenire un elemento stabile nel panorama sociale. Le strategie politiche e istituzionali, allora, devono essere diverse, irriducibili alla logica della semplice repressione, svincolate dall'illusione di restaurare lo "status quo ante". Come si dice sempre in queste occasioni? Nulla sarà come prima. E così sarà.
Non possiamo rinunciare a una così importante trasparenza e dobbiamo considerare benvenute le tecnologie che la permettono. È bene che sia così. Questo tipo di documentazione "alle genti svela di che lagrime grondi e di che sangue" la politica di potenza.
Tuttavia vi sono rivelazioni che, pur benemerite nel loro contenuto generale, possono includere dettagli tali da mettere a rischio diritti fondamentali o la vita stessa delle persone. Qui c'è un aspetto importante di questa vicenda, con una significativa congiunzione tra vecchio e nuovo mondo della comunicazione. WikiLeaks ha affidato selezione e diffusione delle informazioni a cinque grandi giornali, i cui giornalisti si sono impegnati proprio nel compito di evitare che la pubblicazione dei documenti mettesse a rischio vite umane o fonti giornalistiche, né rivelasse materiali tali da compromettere operazioni militari in corso. La vecchia stampa, data per morta, mette la sua autorevolezza al servizio del nuovo Internet "certificandone l'attendibilità" ed evitando danni.
Ma, al di là della tutela del segreto, si è giustamente osservato che vi sono rivelazioni che, pur benemerite nel loro contenuto generale, possono includere dettagli tali da mettere a rischio diritti fondamentali o la vita stessa delle persone. Qui si coglie un aspetto importante di questa vicenda, con una significativa congiunzione tra vecchio e nuovo mondo della comunicazione. WikiLeaks ha affidato selezione e diffusione delle informazioni a cinque grandi giornali, i cui giornalisti si sono impegnati proprio nel compito di evitare che la pubblicazione dei documenti mettesse a rischio vite umane o fonti giornalistiche, né rivelasse materiali tali da compromettere operazioni militari in corso. La vecchia stampa, data per morta, mette la sua autorevolezza al servizio del nuovo Internet. Pure le rivoluzioni, lo sappiamo, hanno bisogno di una certa continuità. E questa funzione della stampa di "certificare l'attendibilità" può diventare ancora più importante quando si tratta di informazioni e documenti di cui sia dubbia l'origine o la veridicità dei contenuti.
Gli Stati più consapevoli mostrano di sapere che non ci si può arroccare nel segreto. Sta cambiando l'intero ambiente istituzionale ed anche un ateo come me può condividere il Nobel Liu Xiaobao quando dice che "Internet è un dono di Dio alla Cina". Aggiungo che farà bene a tutti.{jcomments on}
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Ultimo aggiornamento (Giovedì 09 Dicembre 2010 17:54)







