Anche in politica: profondità versus superficialità?
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di Franco Astengo da paneacqua.eu 03 set 2010 - Il confronto tra profondità (espressione del "passato) e superficialità (espressione dell' "oggi") può essere trasferita dal piano puramente culturale a quello più propriamente politico? Proviamo a riassumere:è lecito (pensiamo di sì) identificare con la "profondità" un agire politico basato sull'"essere" e definire la "superficialità" come l' "apparire? leggi tutto
L'articolo di Alessandro Baricco, pubblicato da Repubblica lo scorso 26 Agosto ("La vittoria dei barbari") sta suscitando un vasto interesse ed ha meritato, proprio oggi 2 Settembre, una replica molto argomentata da parte di Eugenio Scalfari: rischiando quello che c'è da rischiare sul piano dell'evidente "gap" culturale, abbiamo provato a porci una domanda.
Il confronto tra profondità (espressione del "passato) e superficialità (espressione dell' "oggi") può essere trasferita dal piano puramente culturale a quello più propriamente politico?
Proviamo a riassumere:è lecito (pensiamo di sì) identificare con la "profondità" un agire politico basato sull'"essere" e definire la "superficialità" come l' "apparire?
E, ancora: è possibile assumere come dato di realtà concreto il fatto che l'"apparire" risulti, in questa fase, egemone nell'immaginario collettivo e che la destra, come è già accaduto in altri frangenti della storia, ne risulti l'epigone più adatta, mentre la sinistra si limita a scimmiottare l'avversario avendo, nel frattempo per varie ragioni, smarrito memoria e identità e, soprattutto, volontà e capacità di produrre "egemonia" avendo irrimediabilmente scambiato l'idea del "governo dell'esistente" con quella del "potere di cambiamento"?
Sviluppiamo, in un ambito purtroppo ristretto per ragioni di economia del discorso, un minimo di ragionamento partendo, proprio, dall'assunto che la destra abbia realizzato l'egemonia dell' "apparire" (che, tornando al discorso originario) identifichiamo con la "superficialità".
Siamo di fronte, citando Durkheim, ad un nuovo "conformismo di massa" sviluppato da un ceto politico indistinto che tende ad imitare i modelli giudicati apparentemente vincenti senza sviluppare alcun legame sociale e chiamando in causa un popolo indistinto (nelle interviste televisive "la ggente") che si dovrebbe chiamare in causa per suffragare plebiscitariamente un qualche leader, superando di slancio tutto quello che viene definito come intralcio e che fa parte del consolidato dell'apparato di intermediazione (non ci sono più "corpi intermedi", ma il richiamo diretto - appunto - al "popolo" di cui, scrive qualcuno, non bisogna avere paura. Un richiamo eseguito nelle stesse condizioni e modalità in cui la destra ha affermato la propria egemonia, riportando in auge il concetto di "unto del signore").
Davanti a questo stato di cose riteniamo, prima di tutto, che vada riportata in campo, anche in politica, l'idea della "profondità", intesa come legame tra pensiero e azione quale elemento fondamentale della costruzione di un "blocco storico" sul quale far poggiare l'idea e l'iniziativa della trasformazione sociale.
Gramsci avvertì acutamente i limiti del conformismo (oggi prevalentemente collocati nella sfera della sovrastruttura, in particolare in quella dell'autonomia del politico, sulla quale si è esercitato principalmente Max Weber, individuando i nodi della professionalizzazione degli apparati: un male che, attualmente, sta colpendo duramente i soggetti politici, più ancora del loro smarrirsi sul piano della riflessione ideologica e dei legami sociali).
E' sulla base della professionalizzazione della politica, intesa come attività auto-referenziale ed esaustiva dell'agire politico stesso, che a sinistra emerge una sorta di meccanicismo teso a perpetuare l'idea di una "speranza" nell'uomo della provvidenza, rifiutando invece la strada dell'aggregazione sociale, dell'intervento collettivo, del collegamento di interessi: ed ecco che i problemi sociali sono affrontati con toni messianici, promesse rivolte all'infinito, indicazioni immaginifiche di orizzonti non individuati.
Nella sostanza i problemi sociali, i giganteschi problemi sociali dell'oggi che non elenchiamo per ragioni di spazio, finiscono con l'essere catalogati all'interno della logica propria della "superficialità".
Sono state liquidate intempestivamente nozioni fondamentali quali quelle di "storia" ( a partire da Fukuyama, 1992) e di Stato (qualcuno, in questi giorni, ha parlato a nostro avviso incautamente di fine del Leviatano: proprio nel momento in cui la crisi ne rilancia il ruolo, in un quadro assolutamente drammatico) e soprattutto sono stati abbandonati tre punti fondamentali nella realtà storica della sinistra italiana: il nesso tra riforma intellettuale- morale e trasformazione economica; la necessità di interpretare laicamente la figura del "principe moderno"; il mutamento profondo che è avvenuto tra iniziativa individuale ed economia collettiva, riportando - appunto - l'economia collettiva al centro della scena ( Stato e Economia collettiva, in un quadro complessivo che attraverso l'idea dell'Europa Politica e delle sinistre dentro l'Europa Politica, affronta i nodi della velocità della globalizzazione e dei problemi che essa comporta sul terreno del lavoro, delle relazioni sindacali, dello stato sociale, ecc,).
Abbiamo bisogno urgente di ricostruire una soggettività politica della sinistra capace di aggiornare il concetto di "blocco storico", tenendo conto delle diverse articolazioni sociali e dell'essenziale ruolo degli intellettuali oggi protagonisti di quella "assuefazione al potere" che è la causa principale del denunciato "conformismo": abbiamo bisogno di una sinistra che, prima ancora delle collocazioni istituzionali, della partecipazione ad auspicabili iniziative unitarie, dello strutturarsi in soggetto collettivo senza cedere all'idea di un nuovo "cesarismo", svolga il ruolo fondamentale di "categoria dialettica", esprimendo una resistenza e una capacità di impedimento verso l'avversario, costruendo al contempo una vera e propria sostituzione di egemonia.{jcomments on}
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Ultimo aggiornamento (Martedì 07 Settembre 2010 18:39)






