Pd. E' importante tenere il faro acceso sul congresso
Congresso Pd, interviste. IL PUNTO di Denise Compagnone 17 set '09 - Cinque a due per Bersani, su Marino. In base alle dichiarazioni raccolte dall’indagine di edicolaciociara.it sul congresso del Pd (sette per ora quelle esaminate), sarà Pierluigi Bersani destinato a diventare il nuovo segretario del Pd.
Se Marino è avvertito come la carta vincente per poter rispondere alle esigenze del “veramente nuovo”, Bersani, per contrapposizione è scelto proprio per il suo passato. Diversi i motivi citati, ma soprattutto Pierluigi Bersani è visto e sentito come colui che potrà portare il Pd ad essere un partito di sinistra, che possa riaprire il dialogo momentaneamente interrotto con la sinistra radicale. Ma non dimentichiamo che coloro che hanno risposto alle domande di ec.it, hanno trascorsi importanti nel Pci; arrivano quindi da quell'area, chiamiamola riformista, sicuramente di sinistra, del Partito Democratico. Partito che però, è bene tenerlo sempre a mente, ha una controparte di uguale, se non maggiore consistenza, che afferisce all'area moderata, quella della vecchia Dc che difficilmente accetterebbe una segreteria in mano a Pierluigi Bersani. Si tratta, in fondo, della vecchia contraddizione sotto la quale è nato questo partito, che sulla carta aveva l'intenzione di “andare più in là dell'orizzonte”, per citare una frase di occhettiana memoria, ma che nell'agire quotidiano, nonostante i proclami, è rimasto invischiato nelle piccole contraddizioni, sulle piccole e grandi questioni, che tutte insieme vanno a costituire l'essenza di un partito. Del resto per molti è sempre parsa un'assurdità voler conciliare sotto lo stesso simbolo politico la teodem Binetti ed il figlio del partito come Massimo D'Alema. La storia comunque è quella che è stata ed è ben nota.
La scelta ad ottobre è tra due possibilità: un nuovo inizio che possa davvero conciliare le due anime del Pd con Ignazio Marino o la svolta, con l'elezione di Bersani che però, di conseguenza aprirà la strada a scenari diversi: magari il Pd come guida per la ricomposizione di un grande partito di sinistra e d'altro canto la creazione di un altro grande partito di centro Rutelli-Casini? Ma qui siamo già alla fantapolitica.
Ecco però perchè è importante tenere il faro acceso sul congresso. Perché darà il la all'evoluzione politica del prossimo futuro in Italia, a sinistra e non solo. Tutte le risposte arrivate ad ec.it, comunque, mostrano una consapevolezza, più o meno radicata, dell’importanza che avrà il congresso di ottobre. Nessuna è tesa a sminuirne la possibilità e la necessità di rifondare sul serio quel ruolo importante a sinistra nella scena politica italiana che si è andato via via perdendo nel corso del tempo. Neanche da parte di chi del Pd non fa parte, come ha sottolineato anche Ivano Alteri. Se è più che ovvio infatti che a definirlo importante “per l’intero paese” sia Mauro Buschini, coordinatore provinciale del Pd, su questa posizione si attestano anche quasi tutti gli altri interventi: quello di Magliocchetti, per esempio, vicesindaco di Ferentino, che pur non aderendo al Pd, ha definito il congresso da seguire “per tutti i cittadini che si oppongono a Berlusconi”. Auspici importanti: Bruno Roveda, seppur tra qualche scetticismo, afferma che quel congresso debba servire per il Pd a trovare un’anima che, “radici nel passato”, sappia germogliare “fronde nel futuro”. Le aspettative insomma dei nove intervistati, e non solo, sono alte. Vedremo se lo sono anche per chi è stato chiamato a rispondere e ancora non lo ha fatto, chissà se per mancanza di tempo, volontà o semplice disinteresse? {jcomments on}
Ultimo aggiornamento (Venerdì 18 Settembre 2009 12:31)



